Il saluto di Dalibor Petrovic all’Aibi Fogliano

Dalibor Petrovic
Dalibor Petrovic

Dopo tre anni carichi di soddisfazioni e di vittorie, si separano le strade di Dalibor Petrovic e dell’Aibi. Il quarantenne giocatore sloveno si conferma grande professionista anche fuori dal campo, chiudendo la sua permanenza a Fogliano con un’intervista in cui manifesta tutta la sua gratitudine alla società e all’ambiente.

Non potrebbe essere altrimenti, vista la statura morale, oltre che tecnica, di un cestista che in carriera ha militato nei massimi campionati di Slovenia, Polonia, Ungheria e Croazia, disputando anche l’Eurolega e la Lega adriatica, vestendo la divisa della nazionale slovena, dalle giovanili alla senior.

Dalibor, “Pero” per gli amici, riavvolge il nastro e torna all’estate del 2012: «Sono arrivato all’Aibi dopo aver vinto il campionato di C regionale con l’Ardita di coach Beppe D’Amelio. Ci fu un contatto fra Diego Falzari, che io definisco il mio “general manager”, Giovanni Busolini e Giuseppe Monorchio, e venne trovato l’accordo. La prima stagione, con Busolini coach, fu perfetta e centrammo la promozione dalla D alla C regionale. Ottima anche la seconda stagione, sempre con Busolini alla guida. Siamo arrivati alle final four e ci è mancato solo un pizzico di fortuna nella partita con la Calligaris. Molto positiva anche la terza stagione, con Zuppi allenatore. All’inizio abbiamo faticato, poi è stato un continuo crescendo: abbiamo disputato dei grandi playoff sino ad arrivare in finale, perdendo contro un’ottima squadra come Tarcento».

Una promozione centrata e due sfiorate. Ottimi risultati di squadra resi possibili, secondo “Pero”, dall’organizzazione societaria: «Qui in Italia ho vissuto le mie prime esperienze non professionistiche, ma pur giocando in categorie minori ho riscontrato grande professionalità e serietà. L’Aibi è una società sana, con un grande team di persone che lavorano per il basket. Potrei citare tanti nomi, ma una parola in più la spendo per il general manager Giuseppe Monorchio: da lui ho avuto un trattamento speciale, tanto da sentirmi più professionista a Fogliano che in società straniere di serie A».

Spazio poi al saluto agli ex compagni: «In campo siamo noi che giochiamo. Siamo stati un grande gruppo, in tre anni ho conosciuto bravi ragazzi e ottimi amici, con cui mi sono trovato benissimo in campo e fuori. Spero di essere riuscito ad aiutare a crescere e migliorare la squadra e qualche giovane con la mia esperienza, la mia voglia e il mio amore per la pallacanestro». A ruota, il tributo ai coach: «Nei tre anni di Aibi ho avuto allenatori validi, capaci di far crescere la squadra. Sono stati bravi a preparare nel miglior modo possibile ogni singola partita».

Un saluto speciale va anche a chi ha investito nell’Aibi: «È un bene che ci siano ancora persone come Paolo Ferraris, amministratore delegato di Geoclima, che segue la squadra con passione. È sempre venuto a salutarci, dopo le vittorie e dopo le sconfitte, spronandoci in vista della partita successiva». «Saluto tutta la famiglia Aibi – prosegue Petrovic – e auguro loro un futuro sempre migliore, con grandi soddisfazioni».

Il futuro di Dalibor Petrovic è ancora tutto da scrivere, ma la parola fine alla sua carriera non è ancora arrivata. «Ho ancora voglia di giocare dopo la bella esperienza di tre anni a Fogliano. non vedo l’ora di trovare un’altra società che mi permetta di coniugare due obiettivi: vincere le partite e aiutare a crescere i giovani». Srečno, Pero!

 Intervista di Giuseppe Pisano