Livoni: “Rivogliamo il girone Adriatico”

Fabiano Livoni
Fabiano Livoni

E’ stato un campionato senza acuti per la Calligaris Corno di Rosazzo. Il tredicesimo posto finale, per i ragazzi di Maurizio Zuppi, ha significato sì una salvezza tranquilla, ma anche la mancata ripetizione degli exploit del 2011 e del 2012, quando venne sfiorata una storica promozione in DnA.

Eppure la formazione che quest’anno ha arrancato più del previsto era praticamente la stessa che fino a dodici mesi fa faceva sognare i propri tifosi, con il solo innesto di Davide Zambon al posto del veterano Sergio Luszach. Come si spiega allora una stagione sottotono come quella appena conclusa?

«Il girone in cui siamo stati inseriti si è rivelato a dir poco ostico: non più “Adriatico”, bensì composto da avversarie del nord Italia dimostratesi molto ben attrezzate e combattive – analizza il dg del Centro Sedia, Fabiano Livoni – . Abbiamo inoltre dovuto fare a meno di alcune nostre pedine fondamentali in diverse fasi della stagione, come Michele Ferrari, infortunatosi nel finale di stagione, e Patrick Nanut per un’operazione ai legamenti nelle prime otto-dieci partite».

Per quest’ultimo si è trattato di una sosta particolarmente lunga (più di sei mesi), che secondo Livoni ha reso difficile per il giocatore una completa ripresa della condizione. «Tra le note positive di quest’anno – continua il dirigente – ci sono invece i progressi dei giovani Cecotti, Avanzo e Fumolo. Il tecnico ha concesso loro parecchio spazio, anche in momenti topici dei vari incontri, e tutti e tre hanno risposto positivamente dando dei segnali concreti per il futuro».

Interventi sull’organico per il prossimo campionato? «Non abbiamo ancora stilato alcun programma preciso – dice Livoni – . Attendiamo prima di tutto la decisione di Zuppi, che sembrerebbe voler prendersi un anno di pausa dalla guida della squadra. E poi faremo i conti con il limitato budget a nostra disposizione, cosa che penso avverrà per molte altre società di provincia come la nostra».

È un chiaro riferimento sia alle difficoltà economiche che non risparmiano il mondo della pallacanestro, sia alla ormai prossima riforma federale che, per il dirigente di Corno, «mette troppo in ombra le realtà più piccole nell’interesse delle piazze professionistiche».

«Per quanto riguarda il panorama regionale – conclude Livoni – non me la sento ancora di parlare di rinascita, perché la strada da compiere è lunga e gli ostacoli parecchi. Certo, però, che l’idea di tre derby in DnB nel 2014 (quattro nel caso dovesse salire dalla C anche l’Apu Udine) è più che mai incoraggiante e affascinante». (Lorenzo Paussa)