Portogruaro alla Basca. Tutti locali per risalire

Andrea Chiesurin

«Quella dell’autoretrocessione dalla C regionale è stata una scelta dolorosa ma ponderata – dice il capitano Andrea Chiesurin – e il connubio con Fossalta ha prodotto risultanze positive».

 

 Andrea Chiesurin, capitano all around del Portogruaro, è quello che si suol definire uno su cui contare: prodotto del vivaio locale, una parentesi alla Snaidero Under 19 di Goran Bjedov e poi di nuovo all’ovile, dove attualmente gioca in serie D e allena la formazione degli Under 13. E anche in futuro il presidente Moretto, viste le premesse, potrà bussare per ogni eventualità alla sua porta.

«A questa maglia sono molto attaccato – conferma il ventitreenne studente di ingegneria gestionale – e spero tanto che, anche in omaggio a un pubblico che continua a starci vicino, prima o poi riusciremo a riconquistare quella C regionale alla quale la società ha volontariamente rinunciato al termine dello scorso campionato per motivi di ordine vario. E’ d’altra parte quella la categoria che, per impianti e seguito, ritengo sia la più adeguata alla piazza di Portogruaro».

Una scelta sofferta, quella dell’autoretrocessione, conferma il capitano dei granata, ma con qualche risvolto comunque positivo.

«Il connubio con la Fossaltese ci ha portato innanzitutto due ottimi senior come Piasentin e Soncin e oltre ad essi una buona fetta di pubblico in più, il che non guasta affatto. La società, fondendosi con la vicina Fossalta, ha inoltre rilevato il diritto di ricominciare dalla serie D anziché dalla Promozione, e anche questo è importante nell’ottica delle riconquista di determinate posizioni. La squadra è mediamente piuttosto giovane e tutta di giocatori della zona e anch’io, pure se con sulle spalle parecchi campionati con la prima squadra, dove ho esordito a diciassette anni, ne ho in fin dei conti solo ventitre. Le prospettive per il futuro, perciò, mi sembrano buone».

Per il presente, anche se la posizione in classifica è medio-alta, Chiesurin non nega però che sarà dura centrare il bersaglio grosso.

«Vedo Fontanafredda e Fagagna più attrezzate di noi, anche se, come si suol dire, la palla è pur sempre rotonda. Nell’ultimo turno abbiamo perso il match clou per il terzo posto con Gemona ma nel prossimo possiamo sicuramente rifarci con la Cbu. Ad autorizzare ottimismo è d’altra parte anche la bontà del gioco che pratichiamo, perimetrale più che interno, con anche un “5” come Bianchini dotato di buona mano. Ci esaltiamo nell’uno contro uno e sugli scarichi tutti trovano la possibilità di concludere. Se alla fine della fiera riusciremo a colpire nel segno divertendoci sarà certo il massimo».

Edi Fabris