E ora Burelli rischia la poltrona

Quoco, il candidato udnese di Burelli. Nel tondo, Ventura.

Elezioni Figc: riaperti i giochi con il consolidarsi di una cordata alternativa

Le pagine che Tremila Sport ha dedicato nel numero natalizio alla lettera aperta in cui Mario Martini bocciava la gestione Burelli e invitava a rimettere al centro dell’azione federale le società , trascurate e lasciate a loro stesse per privilegiare invece personalismi e brame di potere; quelle pagine sono finite a Roma, sui tavoli degli organi disciplinari, per un eventuale deferimento dell’autore.

A tanto si è arrivati in una campagna elettorale gonfia di veleni e di paura, sissignori paura che un ritorno di Martini ribaltasse un copione già scritto, quello di una corsa solitaria di Renzo Burelli verso una grigia riconferma. Ma non è per questo colpo basso, capace al massimo di strappargli un amaro sorriso, che Mario Martini ha deciso di farsi definitivamente da parte, senza ripensamenti. VENTURA E GLI ALTRI – Quella lettera ha avuto il pregio di promuovere, con la riflessione, una presa di coscienza sulla inderogabilità di un cambiamento. E su quell’onda è nato un movimento d’opinione che in pochi giorni, da Trieste a Pordenone, ha espresso una cordata alternativa. Confidavano, i promotori, che a capitanarla fosse Martini il quale, al rientro dalla trasferta azzurra in Bielorussia, si è trovato la squadra bella e pronta. Bastava un suo s». Che non c’è stato. “Non mi è sembrato corretto andare a intaccare, imponendo nomi e strategie, un quadro che si era già delineato negli uomini e nei programmi, avallato dalle società . Una forma di rispetto nei confronti di persone che si erano attivate con entusiasmo e spirito di servizio”.

MARTINI
L’ex presidente si defi la
Quoco non va per il sottile
De Colle la nuova carta

A questo punto ha decollato la candidatura alla presidenza di Spartaco Ventura, il presidente del San Giovanni, dirigente di lungo corso, personaggio ascoltato e stimato non soltanto nell’area giuliana. “Anzichè brontolare, è ora di mostrare la faccia” ha dichiarato, trovando immediata eco nelle altre sponde regionali. Nomi e cognomi degli aspiranti consiglieri: Attilio De Coppi (Udine), Enrico Riservato (Pordenone), Paolo Stefani (Trieste), Vincenzo Cisilin (Gorizia). Massima considerazione – annuncia poi Ventura – per Toffoletto e Zorat, sui fronti della Carnia e della Bassa, da considerare come candidature trasversali. SQUADRA BURELLI – Luciano Quoco, il panzer della compagnia, sta battendo a tavoletta la regione per tamponare l’avanzata della concorrenza. E – stando alle segnalazioni giunteci da alcune società – non andrebbe tanto per il sottile. C’è un bel po’ di consenso da ricostruire dopo 4 anni di totale immobilismo e le recenti topiche sui recuperi e i giocatori squalificati in campo per la mancata pubblicazione del comunicato di notifica. Mentre scriviamo, la sestina burelliana non è ancora completa: sicuri sono Quoco per Udine, Giancarlo Caliman per Pordenone, più Toffoletto e Zorat. Resta il punto interrogativo su Trieste e Gorizia, ammesso che non si tratti di piazze già considerate “perdute”. Dovebbe essere Telefriuli, nella settimana precedente la votazione del primo febbraio a Rauscedo, a ospitare in una conferenza stampa l’ufficializzazione delle candidature e del programma. Ci vorrà coraggio a far finta di niente su un mandato trascorso nel nulla e sperare di risultare credibili mettendo sul tappeto sette cartelle di buoni proponimenti su problematiche infinite, che sono poi quelle su cui il nostro giornale ha da tempo focalizzato l’attenzione e indicato possibili risposte. La novità, semmai, è data da una nuova figura di cerniera tra federazione e club. Un ruolo che sarebbe affidato ad Alberto De Colle, già presidente della Disciplinare, una risorsa che troppo a lungo è stata trascurata. SCENARI – A nove giorni dal voto è azzardato fare pronostici. E’ possibile che per la prima volta la composizione del consiglio non risulti totalmente omogenea e funzionale al presidente: qualunque sia, potrebbe trovarsi accanto consiglieri espressione della lista concorrente. Che sia un male o un bene, dipenderà dallo spirito con cui gli eletti affronteranno il mandato. Una cosa ci preme infine sottolineare: che la scelta non sia dettata da campanilismi, bens» dal valore e dalla disponibilità delle persone. Ricordiamoci, per esempio, che il triestino Riccardo Illy fu eletto capo della Regione perchè i friulani, anche di estrazione politica diversa, lo riconobbero in quel momento come il candidato migliore.