La Sacilese in C2 per restarci E riparte da quattro certezze

Alla seconda stagione liventina, Stefano De Agostini ha guidatao la Sacilese al salto nel calcio professionistico.

Già confermati l’allenatore De Agostini, Vecchiato, Kabine e Gambino Seconda divisione, il pianeta professionistico, è sbarcato a Sacile. Finalmente. La cittadina che si affaccia sul Livenza nel calcio che conta. Che bella novità : per gli sportivi della Destra Tagliamento, per il popolo biancorosso, per i dirigenti, per i giocatori. Per tutti. Un’occasione anche per mostrare i muscoli, per far vedere a una fetta d’Italia che nel Pordenonese si può fare calcio, che ci sono i mezzi e gli uomini per fare del buon calcio. La Sacilese l’ha voluta cogliere, questa opportunità .

E ora sta mettendosi al lavoro per rimanere nel nuovo mondo in cui è approdata.
Ci sono già  le prime certezze. E che certezze! Il tecnico Stefano De Agostini, la stella franco marocchina Mehdà» Kabine, il bomber Gaetano Gambino e il capitano Roberto Vecchiato non si muoveranno. Un poker d’assi di livello: i cardini della promozione e le colonne su cui poggiare la nuova avventura che avrà  come primo obiettivo la salvezza, possibilmente senza penare troppo. I precedenti insegnano, e ne abbiamo un esempio proprio in regione con l’Itala San Marco: chi arriva in C2 dalla serie D, spesso, se non sempre, non sfigura. L’Interregionale, infatti, è un campionato complicato e se lo vinci vuol dire che sei davvero attrezzato, forte abbastanza per competere un gradino più sopra.Quattro certezze, dicevamo, ma la conferma dovrebbe arrivare per buona parte della rosa. Anzi, è possibile che qualcuno trovi addirittura più spazio che in serie D: ci riferiamo per esempio a un difensore affidabile come Artusi, che ha giocato meno di quanto avrebbe meritato, dovendo lasciare spazio ai fuoriquota, che in C2 non sono obbligatori. Non succederà , comunque, dato che ci sono anche bei contributi di mezzo, che la Sacilese trascuri il discorso giovani: il settore giovanile continuerà  a essere uno dei cardini dell’attività  societaria. Rivedremo, dunque, i vari Colombera, Grazzolo, Dal Cin, Capalbo, peraltro tutti di proprietà  liventina. De Agostini, salvo aggiustamenti del caso in corsa, riproporrà  anche in Seconda divisione lo schema 4-3-3, che consente forse più di ogni altro di coprire meglio il campo, a patto che sia puntuale e contino il lavoro degli esterni, così da mantenere la squadra equilibrata e compatta. E in quest’ottica saranno graduate le scelte di mercato. La Sacilese non ha bisogno di innesti clamorosi, il lifting sarà  limitato a tre uomini, uno per reparto, funzionali appunto al disegno tattico e che consentano a De Agostini di pescare tra più alternative. IL SALTO – Siamo convinti che la Sacilese non patirà  crisi di rigetto nella nuova categoria, dato che il club del presidente Lucchese ha già  una dimensione da società  professionistica come organizzazione, attenzione ai particolari, riferimenti operativi. Per dirne una: già si allena di pomeriggio. E poi non dimentichiamo la voglia e l’entusiasmo tipici delle formazioni neopromosse. Dirigenti, giocatori, allenatore: tutti daranno più del cento per cento per sfruttare una vetrina unica. Che non si accendeva nella Destra Tagliamento dal 2003, quando in C2 c’era il Pordenone. E infine mettiamoci pure l’orgoglio di rappresentare una provincia intera. Come dire che questa Sacilese sembra avere proprio tutto per una felice navigazione tra i professionisti.