Rive, veleni e una lezione da imparare

Non è ancora finita la stagione ” stagione maledetta ” del Rive d’Arcano. Giovedì sera (ieri sera per chi legge, ndr.) i dirigenti azzurri sono stati ricevuti dai federali: la questione concerne quanto segnalato nel referto della gara con la Tarcentina dall’arbitro, con conseguente pioggia di squalifiche comminate dal giudice sportivo che hanno reso indigeribile la pillola a quelli del Rive, già ovviamente di loro amareggiati per la retrocessione in Seconda. I collinari ritengono campate per aria molte delle condotte loro addebitate nel referto.

Ma questa è l’altra storia. Quella più propriamente agonistica parla di una serie di concause che hanno determinato l’esito che il club di patron Carino voleva a tutti i costi evitare: “Ancona una volta siamo stati respinti dalla Prima categoria; la lezione andrà imparata per evitare che capiti di nuovi in futuro ” è severo il giudizio del ds, Giorgio Ziraldo -. Tutti abbiamo sbagliato in qualcosa: credo che sia mancato il gruppo, che molti giocatori ma non l’intera squadra ci abbiano messo l’anima, che qualcosa mancasse a livello tecnico e d’esperienza per saltarne fuori. Ma il problema più grande sono stati gli infortuni che hanno costellato e condizionato l’intero campionato: Baracetti è stato frenato da guai ripetuti; Barbieri, Romano, Bejdo, De Narda ci sono mancati per lunghi periodi. E giocatori così non si possono mica regalare alla concorrenza”.
E’ mancato proprio negli scontri diretti il Rive d’Arcano che, invece, ha giocato da pari e pari con le big, dalla Valnatisone al Caporiacco, passando per la Reanese. Infine, i play-out, “in cui la Tarcentina ha meritato più di noi di salvarsi. Abbiamo commesso i soliti errori, quelle piccole disattenzioni dalle quali non siamo mai riusciti a liberarci. Però, ai due allenatori, Renzo Mattiussi e Alessandro Bortolussi, deve andare la nostra riconoscenza perché non si sono mai risparmiati nel tentativo di riannodare le file e di sbrogliare la matassa”. Tecnici e mammasantissima come Ziraldo e Zuttion, che però non sono bastati a evitare la beffa.
Il Rive d’Arcano, poco ma sicuro, ci riproverà . E se saprà  fare tesoro degli erroi commessi nell’ultimo campionato e la sfortuna (leggesi alla voce: infortuni) andrà  a mitragliare altrove, allora s» che per la concorrenza i prossimi saranno mesi di passione.