E Roveretto dopa l'Itala

Mattatore a San Marino, e i gradiscani accelerano. Perchè non spianare il tridente?
Forse non è un caso che, a fine gara, Marco Roveretto sia stato invitato (insieme a Neto) a compiere gli esami antidoping: il Nappi friulano, nella mezz’oretta scarsa in cui è stato utilizzato da Zoratti, ha infatti combinato sfracelli, in particolare innescando la zampata dell’1-0 targata Buonocunto e siglando personalmente la decisiva rete del blitz di San Marino, primo gol stagionale per il rosso di Manzano.

L’Itala vola (terza vittoria di fila), e Roveretto, classe ’87, ne è pedina preziosa, confermando quella maturazione tattico-caratteriale già palesatasi nel passato campionato. Non va oltre al “sono soddisfatto” Marco, perfettamente calato nella filosofia biancazzurra, che non contempla smargiassate e proclami; parlano i fatti per lui e per la squadra di Zoratti, chiamata a scoprirsi devastante anche tra le mura amiche, dove domenica è attesa la Pro Vasto. Roveretto arma tattica? S», ma non solo visto che Marco è sempre andato in campo e ha disputato dal primo minuto il felice derby con la Sacilese. A San Marino, Zoratti l’ha riscoperto seconda punta (al posto dell’acciaccato Neto), e non soltanto esterno: vista la crescita del Nappi nostrano sarebbe forse il caso di riflettere su un’Itala a tre punte, anche se Roveretto dribbla la questione: “A queste cose provvede il mister; è comunque vero che la squadra può consentire una varietà di assetti tattici ben superiore a quella del passato campionato; per quel che mi riguarda, sono rimasto impressionato da Zubin, un centravanti fenomenale, e da Drascek, centrocampista valido sia in fase di costruzione del gioco che di interdizione. C’è insomma la convinzione di far parte di un gruppo che può migliorare il già notevole piazzamento conquistato nella scorsa stagione”.
Niente da ridire in proposito. E la cartina di tornasole di un’Itala in crescita esponenziale è rappresentata dalle prestazioni di Buonocunto, trequartista ispirato con la Sacilese, ed esterno ficcante in quel di San Marino: sarebbe un peccato non battere un ferro cos» caldo.

Marco Roveretto dell’Itala.