Mamma mia che Trivignano!

Ci sono le porte nuove, regalate dall’amministrazione comunale per sostituire quelle ormai esauste, cartina di tornasole di una gestione che aveva precipitato il glorioso Trivignano nel baratro. E c’è tanto entusiasmo nel nuovo corso bianconero, impersonato dal gruppo di dirigenti che visse gli anni d’oro, anche quelli dell’Interregionale, del club friulano. Ma patron Paviotti e soci in questi mesi hanno saputo lavorare a trecentosessanta gradi: settore giovanile, nuovi dirigenti (e spicca il grande apporto del ds, Stefano Birri), recupero del gruppo Alpini e lancio di iniziative a livello sociale, più l’ospitalità assicurata ai giovanissimi regionali dell’Udinese, tutti germogli da coltivare con assiduità per garantire al Trivignano un futuro radioso.
Naturalmente, non sono mancate le difficoltà : in paese c’è chi ha provato a remar contro, ma inutilmente; poi ci si è messa la Manzanese, che all’ultimo giorno utile s’è rimangiata l’accordo per dar vita insieme ai bianconeri alla squadra allievi, preferendo gettarsi tra le braccia del Moimacco. Infelice episodio che, tra l’altro, comporterà una multa a livello federale, perchè Paviotti aveva già iscritto il Trivignano allievi al prossimo campionato. E poi c’è la prima squadra. Squadra? Sulla carta è uno squadrone, quello affidato a Giorgio Trevisan: Masuino, Mansutti, Zamò, Bergagna, Gabas, Cecotti, Biondini, giocatori che non hanno bisogno di presentazione e che dovranno far crescere anche i giovani. In Coppa, il Trivignano è subito uscito, zavorrato da una preparazione da… Interregionale, e dopo aver collezionato 2 traverse e 6 pali in due gare. “C’è bisogno di tempo per diventare squadra; e dobbiamo essere meno narcisi” chiosa sorridente patron Paviotti, mentre s’avvicina il debutto con il Ronchis. Caro vecchio nuovo Trivignano, non passerà inosservato il tuo ritorno!