Andrea Cussigh: “Voglio restare a Monfalcone”

Andrea Cussigh, terzino dell'Ufm
Andrea Cussigh, terzino dell’Ufm

Andrea Cussigh, è stato uno dei più continui nell’annata trionfale dell’Ufm.  Classe 1991, Cussigh è terzino stilisticamente pulito, agonisticamente leale, diligente nell’applicarsi e nel seguire i dettami tattici, anche quando gli ordini del tecnico – in questo caso Giuliano Zoratti – finiscono magari in parte per frenarne gli slanci che lo portano volentieri ad arrembare nella metà campo avversaria.

E, invece, l’udinese Andrea ha tenuto la posizione, erigendosi a baluardo assai difficile da superare: e con lui, l’intera difesa bisiaca, non a caso risultata la meno perforata del torneo dopo quella della Triestina. Non è una sorpresa, il campionatone disputato da Cussigh: alle spalle vanta stagioni importanti nelle giovanili dell’Udinese (due anni negli Allievi nazionali, altrettanti con la Primavera allenata da Vanoli e Rossitto), fino ad assaporare il grande calcio della serie A (ritiri nelle gare con Milan e Napoli); si conquista poi il titolo di re dell’affidabilità in quel di Tamai, disputando 38 gare su 38 in serie D con le Furie Rosse di Birtig, e non sfugge ai radar di club professionistici, su tutti il Mantova. Ma lui preferisce Monfalcone, lo convincono il progetto e gli interpreti, a cominciare dal tecnico.

E Andrea Cussigh ha sposato con decisione l’Ufm: “Se resto? Alcune società anche di categoria superiore si sono interessate a me, ma sono intenzionato a restare a Monfalcone visto che abbiamo creato un gruppo meraviglioso, molto unito in campo e fuori. Sì, la mia idea è quella di misurarci anche in serie D, e credo che ci siano le condizioni per continuare a fare bene”.

Ha saltato appena tre match durante tutta la stagione, Andrea: “Uno per squalifica, un altro paio per qualche problema fisico. Meglio in fascia o da centrale? In mezzo mi sono difeso, ma siccome mi piace galoppare mi sento più portato per il momento ad agire sulla corsia esterna. Quali squadre o singoli mi hanno maggiormente impressionato? Direi il Fontanafredda del girone d’andata con Moras a centrocampo e Roman Del Prete e Fabbro in attacco; ma anche il Lumignacco poche settimane fa ci fece diventare matti; il livello di questa Eccellenza, comunque, è più che buono e il più forte di tutti giocava con me e si chiama Acampora“.