Cambio della guardia a Flumignano, Caporiacco e Sevegliano

Panchina vuotaIn un quadro che vede i riflettori puntati sulle panchine, spicca la conclusione della collaborazione tra il Flumignano e Alessandro Orlando: l’ex professionista e il club rossoblù si separano dopo cinque stagioni memorabili, nelle quali Orlando s’è fatto apprezzare come giocatore, tecnico e amico.

L’epilogo, in questo caso, appare quasi naturale perché entrambe le parti hanno bisogno di nuovi stimoli: “Ci stiamo guardando intorno alla ricerca del successore – dichiara il presidente Deana -, il vero nodo semmai è quello della sempre maggior difficoltà a trovare sponsorizzazioni. Comunque, noi cercheremo di continuare a fare bella figura e a rispettare gli impegni e le promesse che, qui al Flumignano, sono legge. La squadra necessita di qualche ritocco, specie in difesa”.

Anche al Sevegliano si profila un cambiamento di timoniere: il divorzio tra Edoardo Bearzi e il club gialloblù non si è formalmente consumato, nel senso che le porte restano aperte nell’evenienza in cui maturassero nuove condizioni, ipotesi che però appare assai complicata; il tecnico, reduce da un biennio di fruttuoso lavoro, è convinto di aver dato il massimo e di aver tirato fuori quello che era possibile dalla rosa a sua disposizione: “Ragazzi splendidi, con i quali si è formato un legame quanto mai stretto. Se non che, il sottoscritto è ambizioso e sempre animato dalla voglia di migliorarsi e di migliorare, anche a costo di restare fermo, senza una panchina”.

Due stagioni è durata l’esperienza di Luca Sdrigotti alla guida del Caporiacco: 89 punti il bottino, mica pochi ma per chi arrivava dopo un certo Gabriele Pecile, e ha conquistato i dirigenti azzurri. Perché lasciare, allora? “Perché la distanza da Palmanova si è fatta sentire; i dirigenti del Caporiacco mi hanno chiesto di rimanere, ma ha malincuore ho dovuto declinare la proposta – spiega il diretto interessato -. Credo che anche nell’ultima stagione la squadra si sia fatta valere, certo, potevamo anche ottenere qualcosina in più, ma abbiamo dovuto superare grosse difficoltà d’organico; negli ultime mesi, i ragazzi sono stati bravi a stringere i denti e a portare a casa la salvezza nonostante una rosa ridotta all’osso e nonostante gli appena due punti conquistati tra novembre e metà gennaio. Caporiacco è un ambiente sano, un ambiente speciale: per me è stato un onore aver allenato lì”.