Canciani: “Siamo ripartiti all’insegna di prevenzione e precauzione”

Riceviamo e pubblichiamo una nota rilasciata dalla Federcalcio regionale riferita ad un articolo apparso negli scorsi giorni su un sito specializzato in calcio dilettantistico.

Gemona 10 settembre 2020. Presentazione calendari 2020-2021. © Foto Petrussi

Il Comitato Regionale Lega Nazionale Dilettanti del Friuli Venezia Giulia, prima di tutto, ha sempre posto alla base della ripartenza dell’attività calcistica regionale la salvaguardia della salute e la sicurezza di chiunque acceda agli impianti sportivi per assistere agli eventi sportivi programmati. Il Comitato stesso, lo ricordiamo, ha raccolto le richieste dei Presidenti della società assecondando, come logico che fosse, la loro volontà di disputare le partite ufficiali con la presenza del pubblico e con il mantenimento dell’attività di ristorazione attraverso i chioschi posti all’interno degli impianti stessi.  

Si è pertanto redatto, unitamente alle Autorità sanitarie della Regione Friuli Venezia Giulia, un protocollo attuativo, o, se preferite, un abito cucito su misura per tutte le Società, con l’obiettivo di emanare una serie di linee guida necessaria a garantire una ripartenza in sicurezza oltre alla parallela tutela del diritto alla salute di ogni cittadino. Un protocollo che, in questi giorni, il Comitato Regionale sta cercando di modificare ulteriormente, in particolare nella parte relativa alla possibile eliminazione dell’obbligo di compilazione dell’autocertificazione sostituendo questa disposizione con il solo registro delle presenze, opzione al momento non autorizzata per motivi legislativi relativi alla salvaguardia della privacy personale.

Mai, a partire dallo scorso 31 luglio, data nella quale il Presidente delle Regione, Massimiliano Fedriga, ha emanato l’Ordinanza N. 22 nella quale «si ordina che sia consentito il numero massimo di spettatori, per cinema, altri luoghi di spettacolo e per le manifestazioni sportive di carattere non professionistico all’aperto e al chiuso, ove non diversamente vietato, determinato in relazione alla capienza della struttura, assicurando uno spazio libero tra sedute fisse e identificate e, in caso di sedute fisse e non identificate (quali spalti e gradinate), con distanziamento interpersonale di almeno un metro, salvo i gruppi conviventi» questo Comitato Regionale ha messo in dubbio il fatto che fosse questo il protocollo da rispettare. Forse qualcuno dimentica o non sa, infatti, che, da giurisprudenza acclarata e come da disposizioni contenute nei Dpcm della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanati da inizio pandemia, un’ordinanza regionale che integra le libertà concesse dal Governo, allargandole, ha perfettamente valore di legge nel territorio di competenza al netto di eventuali impugnative – mai avvenute per il Friuli Venezia Giulia– da parte dell’esecutivo nazionale.

Vale la pena di ricordare anche, infatti, come il Governo, quando lo ha ritenuto opportuno, ha sempre espressamente impedito agli enti locali di muoversi in autonomia come, ad esempio, avvenuto in occasione dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, dello scorso 16 agosto, che ha disposto la chiusura delle sale da ballo in tutto il territorio nazionale e in cui è stato, espressamente, spiegato che “le Regioni possono introdurre ulteriori misure solo in termini più restrittivi” di quelli previsti. Tenendo in considerazione tutti questi non banali fattori, tornando ai nostri campionati, ricordiamo anche, come Comitato, che, sebbene convinti nella maniera più assoluta del contrario, visto il quotidiano confronto con tutti i Presidenti, nel caso per qualche società l’incombenza dovesse rivelarsi fastidiosa, potrebbe comunque liberamente decidere di disputare le proprie gare senza la presenza di pubblico e senza effettuare il servizio di ristorazione.

Siamo, pertanto, ripartiti con la disputa di tutte le gare in programma lo scorso weekend, mantenendo sempre alta l’attenzione, sposando le parole “prevenzione e precauzione” e gestendo, ora, i casi di positività al coronavirus riscontrati da alcuni nostri tesserati. La loro salute, e quella di tutti, sono la priorità che questo Comitato Regionale pone alla base di tutto.

Appare, poi, privo di ogni fondamento il passaggio in cui si resta (chi?) in attesa per le indicazioni che il Presidente Ermes Canciani avrebbe promesso sabato scorso (dove?) a qualche Società (quali?) in relazione a uno snellimento delle procedure sia per le squadre avversarie sia per il pubblico, dal momento che non vi è stata alcuna riunione né incontro ufficiale con le Società stesse.

Appare, invece, certo come questo Comitato Regionale abbia fatto del dialogo e della comunicazione un pilastro portante della sua gestione, spartendo e maturando le scelte sempre in condivisione di idee. Mai lavandosene le mani, come fece Ponzio Pilato, ma sempre proponendo, ascoltando e raccogliendo idee nel rispetto dei diversi ruoli. A differenza, orgogliosamente, di chi tra l’altro, molto spesso, nemmeno ha il buongusto, e per molti versi il coraggio, di firmare con il proprio nome e cognome i suoi articoli di contestazione, lasciando soltanto intuire che gli stessi siano prodotti da una generica redazione di cui, tra l’altro, non si conosce nemmeno l’esatta attribuzione di incarichi e compiti.