Castionese verso il ritiro? La lettera dei giocatori

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci dai giocatori della Castionese.

“Il calcio è un gioco. Il calcio è un bel gioco. Il calcio è forse il più bel gioco del mondo. Il calcio dipende dai punti di vista. Dalla visuale del calciatore (dilettante) sono ore di fatica. Ore tolte alla famiglia, al lavoro agli amici. Ore di corse nel fango, nel freddo sotto la pioggia. Sconfitte, vittorie, infortuni ed esultanze. Ma niente di tutto ciò può far rinunciare un calciatore a giocare. La visuale dell’allenatore è la stessa con l’aggiunta del fattore “gestione gruppo”. Elemento non da poco. Le scelte del mister sicuramente non piaceranno a tutti i giocatori ma lui le deve fare. Ma niente di tutto ciò può far rinunciare un mister ad allenare. La visuale della dirigenza raggruppa tutti gli elementi di prima con l’aggiunta della parte gestionale riguardanti la società e degli sforzi economici che deve affrontare durante tutto l’anno calcistico. Ma niente di tutto ciò può far rinunciare i dirigenti a seguire la squadra.

Vogliamo partire da queste premesse per chiedere a chi di dovere la visuale degli arbitri. Vorremmo capire se l’arbitro sa quanto impegno e quanta fatica fa una società per affrontare, domenica dopo domenica, un campionato. Noi lo sappiamo. Siamo i calciatori dell’ ASD Castionese militante nel campionato di Seconda categoria girone C. Quest’anno è un incubo. Premettiamo che si può sbagliare. Tutti sbagliamo. Ma lo sbaglio prevede una certa casualità altrimenti diventa uno sbaglio mirato o più
semplicemente uno sbaglio in malafede.

Quest’anno è successo di tutto. Falli da tergo a uomo lanciato a rete punito con cartellino giallo
giustificato dall’arbitro con le testuali parole “ si punisce con il cartellino rosso la sola chiara
occasione da gol. In questo caso il vostro attaccante aveva ancora il portiere davanti”. Falli di gioco
violento non puniti con cartellini, salvo poi ammonire per trattenute, lievi proteste o applausi
ironici (giuste ai fini del regolamento ma sempre meno dolorose di quattro tacchetti nella caviglia).
Teniamo a sottolineare che veniamo dalla partita Trivignano-Castionese in cui l’arbitro (anche a
detta della squadra di casa) ha letteralmente regalato due rigori al Trivignano e ha mancato di
espellere un difensore che ha atterrato da tergo e in modo violento (ennesima volta) un nostro
giocatore lanciato a rete. Risultato? Sconfitta in campo e giocatore fuori per infortunio per oltre un
mese.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso però è il comportamento del direttore di gara che ci ha
arbitrato la partita nell’ultima gara disputata. Dopo un primo tempo senza grosse sbavature (ripetiamo che l’errore umano ci può stare) i secondi 45 minuti sono stati veramente emblematici. Parliamo di 4 espulsioni e due rigori che proprio ci lasciano basiti. Un cambio di arbitraggio che quasi non lascia dubbi alla malafede del giudice di gara. La squadra già debilitata da influenze e infortuni vari (come d’altronde tutte le squadre) dovrà affrontare il prossimo turno privata di 4 elementi per diretta volontà dell’arbitro e due grazie all’arbitraggio all’inglese, solo nei confronti dei falli fatti dagli ospiti, che hanno portato all’infortunio dei due calciatori.

A poco valgono le parole del commissario degli arbitri che cercava di rincuorare il presidente neroverde con un “ mi dispiace” alludendo palesemente all’arbitraggio. Più volte durante la nostra “vita sportiva” ci siamo chiesti il motivo di questi arbitraggi. Il nostro personale parere è che gli arbitri si sentano in diritto di fare ciò che vogliono. Al massimo, se c’è il commissario, salteranno un paio di domeniche.

Così possono lasciar correre un fallo di reazione e al contrario espellere per bestemmie, non punire un fallo violento ma dispensare cartellini gialli se qualcuno mette in discussione, anche in maniera educata, il loro lavoro. Secondo noi la categoria arbitri si sente troppo protetta e perciò libera di agire a loro piacimento. Non si spiega altrimenti la direzione dell’arbitro di domenica ad esempio. 3 espulsioni per doppia ammonizione sembrano quantomeno strane rapportate alla partita non certo violenta e alla disparità di trattamento.

L’espulsione diretta a fine gara per un applauso ironico (ma non palese e nemmeno reiterato) lascia ben capire quanto sopravalga la permalosità e la voglia di essere nel giusto, ad ogni costo, di un direttore di gara che dopo una direzione insufficiente cerchi di farsi giustizia come può. Con questi comportamenti tutti i sacrifici fatti da calciatori, allenatori e dirigenti sono resi nulli. La decisione della società, a caldo, è quella di ritirare la squadra dal campionato. Spero sinceramente che ciò non accada. Abbiamo dimostrato domenica di meritarci la categoria questa volta sì, e lo diciamo in tutta sicurezza, piegati solamente dalla direzione quantomeno scarsa di un arbitro poco coscienzioso.

Noi, come tutte le squadre che amano questo sport, non chiediamo aiuti o regali agli arbitri, e non pretendiamo direttori di gara da serie A. La nostra richiesta è solo un arbitro imparziale che non incida sul risultato finale della partita”.
I calciatori dell’ASD Castionese