Conchione, i malleoli e il calcio come gioco

Giancarlo Conchione, portiere del Buttrio

 

Che spasso con Adriano Fedele. E che fitte per gli episodi che continuano a girare contro. Giancarlo Conchione vive anche l’esperienza al Buttrio alla sua maniera, da portierone di lungo corso e, come di consueto, da uomo controcorrente e non banale.

Non fa mistero, l’ex saracinesca del Sevegliano, di apprezzare l’istrionico Fedele, piombato nel fumantino salotto viola: »Si tratta davvero di un personaggio, che trasmette quello che ha vissuto in prima persona, che va diritto al sodo. L’altro giorno all’improvviso mi ha chiesto: “Ma vi divertite quando siete in campo? Io quando giocavo mi divertivo; altrimenti meglio starsene a casa”. O a Trevisanato: “Credi che in serie A siano più veloci di te? No, ma fanno le cose semplici a 100 all’ora”. La penso come Fedele: bisogna tornare a divertirsi in campo, ritrovare quello spirito. Nella mia carriera – aggiunge Conchione – non ho vinto molto, e spero di farlo nei prossimi anni; ma le stagioni migliori sono state quelle del calcio spensierato e senza tensioni inutili, quelle trascorse nel Sevegliano di Bearzi e Trombetta».

– Intanto, però, la salvezza del Buttrio è appesa a un filo… Cosa non scatta?

«Siamo in difficoltà perché da tempo non vinciamo, abbiamo paura di vincere e poche certezze, e pecchiamo di scarsa personalità. Ma non siamo morti; feriti gravemente sì, ma non morti. Se non ci credessi me ne starei la domenica sul divano insieme alla mia ragazza».

– Con la Pro Cervignano com’è andata?

«Miglioramenti se ne sono visti, tanto che ho sentito più volte Zuppichini urlare ai suoi di chiudersi, di non rischiare. Abbiamo disputato il primo tempo nella loro metà campo, poi è successo il fattaccio…».

– Già, la punizione di Panozzo che vi ha castigato.

«Parlerei tranquillamente di iella. Il pallone è passato sotto la barriera, tra il malleolo del terzo uomo e il malleolo del quarto: quando non gira, non gira. La Pro, per altro, ha saputo difendersi bene, senza inutili fronzoli. Ah, ma noi non molliamo. E proveremo a divertirci e a dare la svolta al campionato»..

– E Giancarlo Conchione può dare di più?

«Mi metto in discussione, certamente. Dovrei trasmettere più sicurezza, più fiducia ai compagni, specie a quelli più giovani, specie nei finali di gara che ci sono già costati fior di punti».