Cupini: “Mandato via dal Flaibano senza un perchè”

Michele Pagnucco, punto di forza del Flaibano
Michele Pagnucco, punto di forza del Flaibano

Piccole cose; non in sintonia; scelta della società. Tanti perché, nessun perché, ma tanto è bastato al Flaibano per decidere di ghigliottinare Angelo Cupini, accomodatosi a metà dicembre sulla panchina giallonera lasciata libera dal dimissionario Gianni Pizzolitto.

Pizzolitto che, richiamato dal club di patron Picco, ha accolto senza indugi l’invito a tornare in pista per guidare la squadra nelle ultime decisive gare della stagione regolare. E Cupini, come ha preso la repentina svolta?

Non bene, ovviamente: “Probabilmente hanno deciso così perché si aspettavano altri risultati, anzi, dei miracoli. Ricordo a me stesso che quando sono arrivato ho trovato una situazione complicata se non disastrosa sotto diversi punti di vista e una compagine che era reduce da sei sconfitte di fila. Adesso mi sembra di lasciare una squadra che ha buone possibilità di salvarsi: francamente, quando mi è stato comunicato l’esonero sono rimasto incredulo e anche piuttosto nauseato, poi me ne sono fatto una ragione”.

“Non ho la bacchetta magica, questo è chiaro, però non credo in questi tre mesi di aver lavorato male e i rapporti con i giocatori sono stati nella norma: in tutte le rose c’è qualche scontento, ci mancherebbe. Inoltre, ho pure cercato di valorizzare giovani come il ’95 Degano, diventato titolare. Cosa aggiungere? Ripeto, me ne sono fatto una ragione, noi allenatori dobbiamo stare al gioco e il gioco è questo: l’importante è rimanere coerenti con i nostri principi e poter sempre andare in giro a testa alta”.