Come inventarsi un centravanti

Mattia Strussiat

Manzanese regina senza Trangoni e senza attaccanti 

Come inventarsi un centravanti, vincere una partita-chiave, e vivere felici al vertice dell’Eccellenza con il titolo d’inverno in tasca. Accade a Manzano, dove Ruggero Calò – ceduto senza rimpianti Vosca e infortunatosi Airoldi (sfilacciato il legamento della caviglia sinistra: fuori due mesi!) – viene raggiunto venerd» dalla telefonata di Matteo Muiesan, l’unica punta di ruolo rimasta in scuderia: “Mister, ho la febbre a 39, non ce la faccio”. Stracciarsi le vesti, dare di matto, imprecare contro dirigenti improvvidi? Niente di tutto ciò.

Ruggero si guarda in giro, riflette un attimo e punta il dito sul suo uomo, Alessandro Predan, 19 anni e un fisicaccio da far paura, uno dei ragazzi d’oro del vivaio arancione, finora poco impiegato a causa di qualche malanno e, comunque, con trascorsi sempre da esterno di centrocampo. Breve conciliabolo, un paio di spiegazioni sui movimenti-chiave della prima punta e via andare. “Merita un grande elogio per come ha giocato e lottato, rispettando le consegne (mantenersi alto e tenere palla, farsi trovare negli spazi) ma sopratutto per la disponibilità che ha dimostrato in un momento di emergenza. E’ questo lo spirito giusto. Non escludo, tutt’altro, un suo impiego ancora da attaccante anche quando rientrerà Muiesan” fa sapere Calò. E’ stata la domenica delle mille sorprese a Manzano. Il pomeriggio era cominciato con qualche comprensibile timore, dato che all’ultimo momento era arrivato anche il forfait di faro-Trangoni, arresosi al colpo della strega in fase di riscaldamento, impoverendo la mediana già priva di Candotti. Tic-toc-tac, Calò ha ridisegnato la squadra, impiegando tre fuoriquota (Folla, Grion e Predan) e con la panchina tutta popolata da under. “Mi sarebbe andato bene anche il pari” confessa il tecnico, al cospetto di un Muggia annunciato con il diavolo in corpo. Invece la squadra di Corosu, tenuta a debita distanza dalla guardia alta degli arancione, è incappata in una di quelle giornate di poca voglia che fanno imbufalire il bravo Furio. “Se abbiamo perso qualcosa in organizzazione e qualità – spiega Calò -, vi abbiamo supplito con la corsa e il cuore. Tutti hanno fatto una grande partita”. Benedetta dal gol di Mattia Strussiat. Desaparecido nella prima parte della stagione, il ventiduenne di Fiumicello sembrava in odore di separazione, eventualità alla quale si è opposto il presidente Taboga. “Non volevo andarmene – sottolinea il ragazzo -, volevo soltanto giocare”. Accontentato: una buona prova contro il Rivignano, ancora migliore quest’ultima nel ruolo più congeniale di esterno alto (come difensore esterno, presenta qualche limite di attenzione). Quattro reti nella passata stagione e questa, pesantissima, che vale il titolo d’inverno: taglio al centro per raccogliere il cross di Godeas e scaraventarlo di destro alle spalle di Donno. Per Gonars, Calò dovrebbe recuperare Muiesan e Trangoni. Il resto della compilation resta condizionato dagli eventi del mercoled» di Coppa Italia.