La colpa? Non essere stato spietato

Pivetta racconta il fallimento di Rivignano. “Sarei rimasto se Paroni cambiava tutto” Il Rivignano ricomincia da Enzo Piccoli: il porto sicuro del grande allenatore per esorcizzare una stagione insipida e inconcludente, una stagione come i nerazzurri di Claudio Paroni non ne vivevano da un pezzo, ossia da prima dello sbarcò a Rivignano proprio l’Enzone di San Vito al Tagliamento.

E fu colpo di fulmine. E furono spareggi in giro per Emilia, Veneto e dintorni; e fu, soprattutto, la storica promozione in D, conquistata a spese dell’Edo Mestre. Enzo Piccoli prefer» staccare la spina e non aver niente a che fare con l’Interregionale dei quattro fuoriquota obbligatori, lui che aveva cavalcato quella categoria, ma ben diversa dall’attuale, a bordo di un Centro del Mobile passato alla storia. Enzo Piccoli torna. Per vincere. E Johnny Pivetta lascia, spiegando i motivi per cui non ha vinto. PARLA PIVETTA “Non è stato un divorzio a stoviglie in faccia. Ci siamo salutati da amici. Sarei rimasto se fosse stato possibile ripartire da zero. Paroni, invece, non se la sente di stravolgere la squadra: è legato ai giocatori, lo posso anche comprendere. Da parte mia, nell’ultimo periodo con parte della squadra ho avuto problemi: era venuta meno la fiducia. Cos» ho tirato le somme: sarebbe stato inutile, anzi assurdo, rimanere in assenza di una svolta risoluta”. Quella svolta che lo stesso ex tecnico di Tricesimo e Varmo si rimprovera di non aver chiesto a stagione in corso: “E’stato il mio errore. Sin dall’inizio avevo avvertito un’aria un po’ strana, troppo rilassata. Lo so, avrei dovuto essere implacabile, prendere di petto la situazione, compiere scelte nette e dolorose. Non l’ho fatto nella speranza che le cose si aggiustassero lungo il percorso: il buonismo non ha pagato”. Pivetta non è tenero con sè stesso: “Non sono stato all’altezza della sfida; evidentemente non ho saputo trasmettere ai giocatori voglia, rabbia, fame. Gli infortuni a raffica non hanno aiutato: credo abbia sicuramente inciso il logoramento prodotto dagli anni in serie D. A un certo punto della stagione ho avuto addirittura la paura di ritrovarmi in zona retrocessione: almeno questo, siamo riusciti ad evitarlo”.> Qualcosa lascia in eredità ai nerazzurri, Johnny Pivetta: “La crescita di molti giovani. Faccio due nomi, a titolo d’esempio: il difensore Bianchin, che vale la serie D, e il centrocampista Cesaratto, uno che ha la personalità per diventare un leader. Ah, s»: credo di aver imparato tanto in un anno al Rivignano”. Insegnamenti da mettere a frutto nella prossima stagione: e radio mercato parla di un interessamento per lui del Sevegliano. LA SQUADRA CHE VERRA’Enzo Piccoli rispolvererà il 3-4-3, con il seveglianese Grop possibile tassello per completare l’attacco. Claudio Paroni punterà sulla vecchia guardia (Pontisso, Maggi, Cabassi, il peperino Ventrice) e sui giovani. Le partenze saranno poche, tre o quattro al massimo: sempre che i giocatori sappiano limitare le pretese.