"Dalla Fincantieri ora pretendo"

L’Eccellenza più incerta degli ultimi anni non merita certo di essere presa a martellate; né tanto meno a esser demolito può essere l’impegno profuso da tecnici e giocatori, né i sacrifici compiuti da dirigenti perennemente innamorati del pallone.

La risposta a certe critiche feroci (Vignando su Telefriuli) e ingenerose arriva direttamente dai rettangoli di gioco e da match al cardiopalma come quello andato in scena a Monfalcone, dov’è sceso il Gradisca. “Sono da tredici anni alla Fincantieri e mai avevo visto la squadra giocare con questa intensità ” rivendica il presidente dei cantierini, Andrea Brugnolo -. Per un’ora buona abbiamo preso sotto il Gradisca, ma il calcio sa essere crudele; ed è colpa nostra non aver realizzato il 3-1, esponendoci cosi alla prodezza di Mormile. Dopo aver visto la Fincantieri giocare così, dopo averla vista far la voce grossa pure a Manzano, mi sento di poter pretendere dai ragazzi un campionato memorabile, un campionato da protagonisti. Sulla carta, i prossimi impegni non dovrebbero essere proibitivi: si vedrà in questo finale di girone d’andata se siamo muniti della mentalità vincente, da grande squadra insomma”.
E’ un Brugnolo su di giri quello che attende la trasferta dei cantierini a Chions; un Brugnolo a tutto campo: “Coceani passa per difensivista? Ingeneroso. E poi quest’anno stiamo segnando abbastanza e prendendo… troppi gol. Fin qui abbiamo bucato solo la gara di Cervignano e, soprattutto, un tempo con il Tricesimo. Domenica eravamo senza i vari Blasina, Baciga, Rocco e Milan. Il nostro Milan, che fin qui ha buttato dentro ogni pallone: 5 gare dall’inizio e sette gol. Speriamo continui così. Stiamo cominciando a vedere il vero Buonocunto. Acampora può dare ancora di più, Giraldi per adesso si sta accendendo a sprazzi: e quando è acceso è davvero uno spettacolo”.
La Fincantieri punta in alto, il Gradisca, sornione, incamera l’ottavo risultato utile consecutivo e preferisce mimetizzarsi: “Non abbiamo ambizioni particolari, il nostro obiettivo è raggiungere una salvezza tranquilla ” alza cortine fumogene lo sperimentato ds dei biancoblù, Eros Luxich -; il mister ha cominciato a plasmare la squadra, che avrebbe in verità bisogno di qualche giocatore in più, specie tra i giovani, dove siamo contati. Ma, ripeto, non dobbiamo mica vincerlo noi il campionato. Quella con la Fincantieri è stata una bellissima gara, animata da grandi rivalità: del resto, contro di noi tutte giocano alla morte. Nel primo tempo i cantierini ci hanno messo in grande difficoltà, attuando un pressing feroce. Nella ripresa Zoratti è corso ai ripari e la musica è cambiata. I ragazzi mi stanno tutti sorprendendo in positivo: nessuno sta deludendo, a dispetto di chi aveva sostenuto che ci eravamo affidati a elementi ormai bolsi, spremuti, forse dimenticando che i giocatori non sono dei robot e per rendere devo sentire su di sì la fiducia della società, del tecnico, dell’ambiente”.
Il Gradisca proverà a continuare la corsa ospitando il Buttrio dell’ex Tusini, rinfrancato dal successo interno a spese del Fontanafredda: che bella un’Eccellenza così, dove non c’è nulla di scontato.
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Dove va a cadere la Pro Fagagna? Sui portieri. Una settimana fa toccò al bravo Montagnese sbandare. Contro il Muggia a vanificare gli sforzi di risalita dei rossoneri di Mauro Lizzi è stata la pavera di cui s’è reso protagonista l’altro estremo, Acampora, uccellato da un piazzato non irresistibile di Zugna: quel Zugna che pochi minuti prima aveva già fatto le prove generali, andando vicino al gol sempre su punizione. Si sente la mancanza di un Moro a Fagagna: la Pro, comunque, non ha brillato neppure sul piano del gioco, pur trovandosi davanti un Muggia apparso nel primo tempo insolitamente contratto, quasi pauroso. I rivieraschi hanno perso sicurezza a causa dell’assenza del direttore d’orchestra difensivo, Aubelj, oltre che di quel Benvenuto che s’era appena ritrovato, vestendo i panni del mediano. Corosu è corso ai ripari rispolverando il centrocampista Chen. Il Muggia è cresciuto pian piano, col passare dei minuti. Ma serviva l’episodio particolare per modificare la traiettoria di una gara avviata verso il nulla di fatto: dopo l’errore di Acampora, i rivieraschi, senza più freni psicologici, hanno dilagato. Torna a essere tutta in salita la strada della Pro Fagagna: e il calendario (viaggio a Fontanafredda: i rossoneri sono chiamati a riscattare il tonfo di Buttrio) non dà una mano alla squadra di Mauro Lizzi.