"Non sono qui per retrocedere"

L’esperto portiere gonarese Davide Bertoni.

Bertoni racconta un Gonars rinato. E un grazie a Tomaselli

Improvvisamente, Gonars! Sull’orlo del baratro, alle prese con le accelerazioni delle altre rivali affaccendate nel conservare il posto in Eccellenza, i nerazzurri hanno piazzato il colpo della speranza battendo nientemeno che il Monfalcone. Fa capolino la parola fortuna nell’ambiente gonarese, ma fortuna che la squadra affidata da due settimane a Roberto Peressoni s’è andata a cercare e a raccogliere con le sue forze, trasformando in oro quello che in altre circostanze s’era rivelato soltanto fumo.

E’ capitato, quindi, che i vari tasselli finissero al posto giusto, a cominciare da quello rappresentato dall’esperto (è del ’75) portiere Davide Bertoni, sulla carta un punto di forza del Gonars, ma sino alla sfida con i bisiachi non all’altezza delle aspettative, soprattutto a causa di un affastellarsi di guai fisici: “Sono vecchiotto, ma giocherò fin quando mi reggerà il bastone da passeggio” cinguetta allegro Davide, prima di esibire la grinta e il carattere da combattente plasmati in un quarto di secolo di balon: “L’annata è cominciata male, ma finirà bene. Sono abituato a non mollare mai e sono sicuro che il Gonars si salverà . Ci serviva una scossa, Peressoni è un tecnico capace di caricarti e, al tempo stesso, di infondere tranquillità e fiducia: siamo più forti”.
Altre volte i nerazzurri si erano espressi in maniera più brillante (si prenda, a esempio , la prova sciorinata con la Manzanese), ma al cospetto del Monfalcone a risaltare sono state le qualità temperamentali, l’aggressività e la ferrea volontà di portare a casa il risultato. Bertoni ci ha messo del suo, inchinandosi soltanto di fronte alla stoccata dell’imberbe Bardini: “Ci è andata bene, gli episodi hanno premiato la nostra determinazione. Quello che noto è l’affiatamento tra noi giocatori, adesso siamo una squadra veramente tosta, più tosta e unita delle altre. Per quel che mi riguarda, non sono mica venuto in Friuli a retrocedere: darò l’anima per la maglia, quella nerazzurra, del Gonars, e anche del Portogruaro e dell’Inter, la mia squadra del cuore”.
Nato a Portogruaro, Bertoni ha militato nel Porto una vita, vincendo tre campionati e ammortizzando un declassamento in Eccellenza. Poi è andato a farsi valere a Motta di Livenza, nel Gruaro e con l’emergente Concordia Sagittaria, trascinata insieme a Sandrin in D, prima di attraversare il Tagliamento. Estremo difensore agile tra i pali, se la cava nelle uscite, e non balbetta quando ha il cuoio tra i piedi. Ma è chiaro che i dirigenti gonaresi puntano anche su altre doti, quelle di un uomo in grado di sostenbere moralmente i compagni e di prendere per mano la squadra nei momenti più duri. Bertoni, lui, in Friuli ha trovato qualcosa di nuovo, di diverso: “Un altro portiere, Ferruccio Tomaselli, che invece di provare a fregarti il posto, ti aiuta, ti supporta nei momenti in cui le cose non vanno nella giusta direzione. Con lui e con il preparatore Domenico Reale abbiamo formato la nostra squadretta, dove rispetto e amicizia ci hanno reso migliori. Ferruccio è davvero un grande”.
Bertoni scommette sulla rimonta nerazzurra, attesa da un altro esame durissimo, la trasferta a Sarone, da affrontare recuperando probabilmente il baluardo Sandrin. E servirà di nuovo il Gonars con i denti aguzzi e i lampi di genialità come l’assist smazzato da Bresolin e sfocciato nel 2-0 che ha messo alle strette il terribile Monfalcone.