Ma era la testa di Zamaro

Contro tutto e tutti. La Maranese. Ma non per scelta: qualcuno, lassù, continua a prendere di mira i lagunari. E piovono contrattempi. Quaggiù la creatura di Andrea Toffolo non gode

poi di eccessive tutele: è difficile a distanza di giorni ancora mandare giù l’immenso rospo delle tre giornate di squalifica rifilate al mammasantissima Zamaro, reo di aver fatto a testate (scontro di gioco aereo fortuito) con un avversario: quell’episodio, indirettamente, è costato due turni di stop pure a Pavan. Appunto, i guai hanno lasciato un segno sulla classifica dei lagunari, che nelle ultime cinque gare hanno incassato quattro sconfitte.
Non è dunque complicato rintracciare i perchè del momento difficile, reso più acuto dallo scivolone di Cordenons. La Maranese è alle prese con una crisi d’identità, perchè certi equilibri sono saltati; ma, soprattutto, la qualità e l’esperienza di protagonisti diventati indisponibili, sono venute a mancare con conseguenze sul piano dei risultati. E, allora? E allora bisogna tentare di limitare i danni, bisogna rimanere agganciati in qualche maniera al treno di testa, fino a quando la Maranese, con tutte le frecce all’arco, tornerà a essere quella dei primi mesi di stagione. Andrea Toffolo, insomma, non ha perso le speranze, oltre a essere orgoglioso di quanto fatto vedere dai più giovani: “Siamo giunti a un bivio, penso che la gara interna di sabato con il Flumignano potrà dare indicazioni importanti. A Cordenons abbiamo giocato noi, abbiamo costruito e sprecato tre palle gol che erano quasi dei rigori…”. Invece, il penalty, quello vero, l’ha sfruttato Mazzolo proprio nel finale, dopo che Gerometta si era imolato per la causa. Proprio strana la stagione della Maranese: la retroguardia più forte adesso è senza difensori (Martino Zentilin costretto a fare gli starordinari, e con pochi allenamenti); e l’attacco fatica a concretizzare, basti dire che il capocannoniere della comitiva è Monnels, cinque reti all’attivo, di cui tre in una sola partita. Epperò, perdendo e perdendo, non è che le altre abbiano preso il largo: neppure il Lignano, atteso da una prova decisamente insidiosa, perchè del Sevegliano Pagnucco e soci non potranno senz’altro fidarsi. La classifica, quindi, non boccia le ambizioni dei lagunari. Non ancora. E’una corsa contro il tempo. Bisogna, appunto, stringere i denti e limitare i danni.
E magari tutto potrà tornare com’era.