Grassi: “I poteri forti ci volevano retrocessi col Lignano”

Carletto Zilli, tecnico del Lumignacco
Carletto Zilli, tecnico del Lumignacco
Carletto Zilli, tecnico del Lumignacco

Enrico Grassi, ds del Lumignacco una volta raggiunto l’obiettivo salvezza, considera conclusa la sua biennale collaborazione con il club rossoblù: “Proprio così, non sono maturate le condizioni per rimanere, condizioni che per quel che mi riguarda erano e restano legate a un salto qualitativo a livello di organizzazione societaria; per restare a certi livelli, in un’Eccellenza che non fa sconti, non è possibile improvvisare o subire costantemente com’è accaduto a noi durante l’ultima stagione”.

In effetti, è successo di tutto e di più in questi mesi, e se il lieto fine è arrivato ciò è dipeso da una sorta di miracolo, il secondo in due anni, di cui sono stati protagonisti i rossoblù. Parla di «poteri forti», Grassi, di un campionato “che avrebbe dovuto finire con la retrocessione del Lumignacco e del Lignano; e, invece, alla fine credo che la nostra salvezza sia dipesa dal gol subito al 98’ dalla Virtus Corno con la Triestina, una rete che ha costretto i virtussini ad andare a Marano a giocarsi la salvezza nello scontro diretto.  Non  mi è piaciuto quanto si è verificato in queste settimane e, in generale, durante l’intera stagione: ne è uscito ammaccato e annacquato il calcio dilettantistico, altre logiche hanno finito se non per prevalere, per condizionare. Ecco perché la salvezza che abbiamo ottenuto la considero un miracolo: un miracolo ancora più rilevante di quello compiuto per arrivare in Eccellenza”.

Non aveva gradito, il ds del Lumignacco, l’inserimento della Triestina: “E i fatti mi hanno dato ragione; alla fine, alle società la Figc ha elargito mille euro ciascuna per il disturbo, quando il risarcimento avrebbe dovuto essere ben maggiore, basta pensare alle peripezie e ai costi sostenuti quando ci hanno costretto a disputare il match interno con gli alabardati a Lignano. Semmai, la Figc avrebbe dovuto gestire i rapporti tra club e questura ritagliandosi un ruolo di costante mediazione: quello sì che sarebbe stato utile, anzi, indispensabile”.

Eppure, nonostante tutto, il Lumignacco ha portato a casa la salvezza…: “E nessuno ci ha regalato niente; abbiamo vinto partite vere. Ritengo che la nostra gara chiave sia stata quella con il Lignano, un vero e proprio spareggio”.

Rilegge quanto accaduto ai rossoblù, Grassi: “Gran parte del merito è di Carletto Zilli, che ha dimostrato di essere un grande psicologo e un allenatore assai abile anche dal punto di vista tattico. Quanto è arrivato la situazione era grave se non compromessa, e lui ha saputo trovare le chiavi giuste per ribaltarla”.

Chiavi come la trasformazione di Caruso in difensore centrale, oppure l’essere riuscito a rigenerare giocatori come Roviglio e Michele Nardella; o, ancora, l’aver proposto Puddu alle spalle dello scatenato Verrillo. Hanno saputo rischiare i rossoblù, compiendo scelte nette, come quella di lasciare a casa un attaccante del calibro di Vigliani, sì, lui che si era rivelato determinante nella promozione in Eccellenza. E, alla fine, appunto, c’è scappata la salvezza-miracolo, conquistata disputando le gare interne in cinque campi (un record): Pavia, Lauzacco, Lignano, Terenzano e Lumignacco.

Il miracolo non basta a Enrico Grassi per fare marcia indietro: “Ho deciso di lasciare, non cambierò idea. E agli amici di Lumignacco mi permetto di consigliare di aver più coraggio e di non subire in silenzio come abbiamo fatto durante tutta la stagione”. Orgoglio e organizzazione: ecco gli ingredienti per continuare a stupire.