Isla all’Inter? Sì, a prezzo maggiorato

Mauricio Isla
Mauricio Isla

Fossimo in Gino Pozzo, altro che sconto… alzeremmo il prezzo fino a 20 milioni, cinque in più dei 15 che si dice sia la valutazione corrente di Mauricio Isla, 24 anni da compiere a giugno, individuato come il primo importante mattone per la ricostruzione dalle fondamenta dell’Inter. Ammeso e non concesso che l’Udinese decida nel prossimo mercato di privarsene (in questo caso dovrebbe rimanere almeno Asamoah in coppia con Badu), mai scelta migliore potrebbe fare qualsiasi squadra, di ogni livello. Il cileno, nei cinque anni di permanenza a Udine, è diventato un giocatore totale, di quelli che fanno tutto con velocità, inesauribile resistenza fisica, proprietà tecnica, intelligenza tattica: ha cominciato da terzino, è stato avanzato come esterno destro di centrocampo, sa agire da mediano incursore e per necessità Giudolin lo stava indirizzando al ruolo di trequartista.

Ricordate? Era sabato 11 febbraio e nel gelo del Friuli l’Udinese stava vincendo 1-0 (rete di Totò) con il Milan: Isla, che inaugurava la nuova collocazione alle spalle di Di Natale, si segnalava come miglior uomo in campo. Aveva avviato l’azione del vantaggio bianconero, ma soprattutto trovato immediatamente la posizione giusta, tra le linee, indirizzandosi naturalmente negli spazi, immarcabile per gli increduli rossoneri. Poi sappiamo com’è andata: Mauricio va in contrasto, il culone di Ambrosini gli piomba sul ginocchio destro in tensione e… crac, parte il legamento. Operazione a Roma da Mariani e stagione finita. Giusto per ricordare, l’infortunio di Isla e poi quello di Totò rianimarono il Diavolo che in sei minuti, dal 32’ al 40’, ribaltò il risultato con Maxi Lopez ed El Shaarawy. E quella è stata la prima sconfitta interna dei bianconeri in questo campionato.

L’Inter vuole Isla, l’ha ammesso anche il direttore tecnico Marco Branca, cui Moratti continua ad affidarsi nonostante i disastri combinati con le scelte (mancate e fatte) dopo i fasti del triplete di Mourinho. Non ci voleva molto, in verità, ad accorgersi di Isla, unico ad avere tutte le caratteristiche, ma proprio tutte, per surrogare l’immenso capitan Javier Zanetti sulla via dell’esaurimento con le sue 39 primavere. Il cileno è il clone dell’argentino con 16 anni di meno. Come non ci voleva molto ad accorgersi che Alexis Sanchez aveva numeri del campione e nell’Inter ci sarebbe stato splendidamente, molto più che nel Barcellona, dove il Nino, schierato spesso da riferimento avanzato, appare soffocato dalla ragnatela mobile di Guardiola. Parliamo di un giocatore straordinario a campo aperto, e non già di posizione. Dov’erano Branca e gli osservatori nerazzurri? Forse Moratti sperava che Pozzo andasse a offrirglielo in saldo? Errori clamorosi, riconosciuti fuori tempo massimo, dopo che gli uomini del Barcellona, andati a Palermo per visionare il reclamizzato Pastore, furono abbagliati dal talento e dai quattro irresistibili gol del ragazzo cileno. E decisero di comprarlo, cominciando a ingolosire Alexis decantandogli il tutto e il di più del Barcellona. Quello che prima, molto prima, avrebbe dovuto fare l’Inter e non fece.

Ora Moratti prova con Isla, fidando – così si è letto – nei buoni rapporti di Branca, a suo tempo giocatore bianconero, con i Pozzo. Buoni rapporti? Non ne siamo troppo sicuri dopo che – ed è storia di pochi mesi fa – l’Inter ha negato all’Udinese, la quale su sollecitazioni di Guidolin stava cercando un trequartista, il giovane brasiliano Coutinho. «Non rafforziamo una diretta concorrente» motivarono il diniego gli operatori interisti. Il ventunenne Coutinho è così finito in prestito all’Espanyol, dove sta facendo davvero bene nel ruolo che all’Udinese continua a essere ricoperto da interpreti occasionali. Un tanto per dire che l’Inter non deve aspettarsi corsie preferenziali per Isla. Anzi, consigliamo a Gino Pozzo di alzare il prezzo come forma di risarcimento per lo sgarbo subito e i migliori risultati che l’Udinese avrebbe potuto conseguire disponendo del giocatore giusto al posto giusto.

Cibis