Lo sfogo di Christian Cane: “Con Milanese ho chiuso”

Christian CaneE pensare che c’è chi si ostina a dire che le bandiere non esistono più nel calcio di oggi. Trent’anni da compiere il prossimo 13 luglio, un solo anno e mezzo di “pausa di riflessione” (approdato al Cassacco in Prima), ma la storia d’amore che lega Christian Cane e i Rizzi (oggi Udine United Rizzi Cormor) dura da più di un decennio. “Tolta la parentesi al Cassacco sono qui da quando giocavo nei Giovanissimi – sottolinea il numero 10 -: a questi colori tengo davvero molto“. È proprio lui a raccontarci la stagione appena conclusasi, con una salvezza conquistata in extremis sul campo del Ciconicco. Anche il prossimo anno, al Peep Ovest, andrà in scena la Seconda.

– Che annata è stata?

Un po’ deludente: siamo arrivati terzultimi, ci aspettavamo un po’ più di punti e, soprattutto, di risultati. Le aspettative erano altre, sarebbe bastata una salvezza più tranquilla evitando gli spareggi. Ma l’importante è aver raggiunto l’obiettivo“.

Le cause? Senza ombra di dubbio un gruppo non ben amalgamato. Anche la scorsa stagione c’erano queste problematiche, ma lì la situazione si era evoluta in maniera diversa da fine dicembre, con un filotto incredibile di vittorie. Quest’anno invece, senza risultati, non si è aggiustato nulla. A livello comportamentale è mancato molto da parte di tutto: tra allenamenti, litigi, incomprensioni, non c’è stato un bel clima. La coesione in una squadra è tutto. Poi vero, sono mancate pedine importanti, come Mario Gijka, andato a lavorare da dicembre; Calligaris, che da fine febbraio si è trasferito a studiare in Germania e il nostro capitano, Polzot, andato a giocare ai Rangers per via di alcuni incomprensioni in spogliatoio. Ma questa non deve essere una scusa”. …(CONTINUA…)

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