Patentino per gli allenatori: un ritorno al passato

Panchina vuotaA sancire il ritorno al passato è stato il comunicato ufficiale che ha riproposto l’obbligo anche per le squadre di Prima, Seconda, Terza categoria e Juniores regionali di essere guidate da responsabili tecnici abilitati, in sostanza dotati del patentino.

E’ terminata così la diatriba tra Tavecchio e Ulivieri sorta per via della collocazione del calcio femminile che il primo voleva fosse ricompresa nella Lega Dilettanti. L’opposizione da parte dell’Aiac portò, quasi per ritorsione (così la vissero i rappresentati degli allenatori), all’eliminazione dell’obbligo di cui sopra. E adesso? E adesso le società sono chiamate ad adeguarsi e a rispettare la normativa, regolarizzando le posizioni.

In previsione di ciò, del resto, l’Aiac sezione di Udine aveva nel novembre 2012 predisposto un bando di concorso che prevedeva per i tecnici di Prima, Seconda, Terza e Juniores regionale l’occasione di prendere il patentino di allenatori-dilettanti saltando il pre-esame e frequentando il corso serale previsto della durata di tre settimane invece delle canoniche cinque.

Ma sono stati in pochi i tecnici che hanno colto al volo l’occasione: appena 14 suoi 40 posti messi a disposizione dal bando. E ciò è stato motivo di delusione per il presidente dell’Aiac Udine, Gianni Tortolo. Che però sottolinea come i tecnici del Friuli siano attivi nell’aggiornarsi con costanza e nel partecipare agli stage e alle altre attività organizzate dalla loro associazione. Una spinta a migliorarsi che va oltre gli obblighi federali.