Gemonese, è l'ultima chiamata

Il portiere Werner Tomasin sta vivendo una stato di grazia eccezionale

Snodo cruciale: battere sabato il Pozzuolo e sperare che Fagagna si fermi a Tiezzo

Gemonese, sabato passa l’ultimo treno che si ferma soltanto in Eccellenza. Caduti a Flumignano, ancora una volta i giallorossi sono davanti al bivio: da una parte incombe il fantasma del fallimento, o, in alternativa, l’eventualità di mesi vissuti sulla graticola della lotta per i play-off. Dall’altra, resta la chance del colpo d’ala: battere il temibile Pozzuolo, sfruttando così il confronto diretto Tiezzese-Pro Fagagna per riavvicinarsi alla vetta distante 7 punti.
Non c’è tempo per leccarsi le ferite: e quelle lasciate dalla trasferta contro Orlando e soci sono profonde, tanto da scatenare la ribellione di Pino Pretto: “Abbiamo buttato via un altro campionato” è stato lo sfogo a caldo del presidente gemonese. C’è da capirlo: alla sua creatura non ha fatto mancare niente. E la squadra? “A Flumignano i giocatori hanno speso tutto quel che avevano, il campo piccolo ci ha penalizzato – concede il ds Gubiani -. E sorvolo sull’evidente rigore che non ci è stato concesso… “.

Dal canto suo, Enrico Mini, uno dei pilastri dell’undici di Pino Cortiula, ammette: “Fuori casa abbiamo qualche problema; non siamo determinati quanto nelle gare interne. Il Flumignano l’ha buttata sull’agonismo, non rubando nulla. A noi sta andando tutto storto: infortuni, episodi, squalifiche. Ma i conti si faranno soltanto alla fine”.
Già, l’abili giallorosso è quello degli infortuni: Assutta (al suo posto c’è però un Favero che convince), soprattutto Temporini, l’uomo capace di innescare Giorgi e Rossi. Col Pozzuolo sarà indisponibile Podimani, potrebbe farcela Zucca; i nodi sono a centrocampo, dove stampetta deve portare la croce e cantare; e pure in zona conclusiva, perchè Giorgi deve correre per due, lui che dovrebbe semmai dedicarsi a finalizzare.
QUI POZZUOLO – “Loro sono all’ultima spiaggia, ma andremo a Gemona per provarci: batterli darebbe lustro alla nostra stagione. Noi comunque dobbiamo salvarci, mica vincere il campionato”.
Cos» suona la carica Lorenzo Berlasso, animaccia vulcanica e irriducibile dei biancoverdi, capaci di imporsi pure al cospetto di un’ottima Spal. Berlasso è dovuto uscire anzitempo ammaccato al ginocchio e alla spalla, ma le botte non paiono essere ostacoli insormontabili: “Farò di tutto per esserci” minaccia il mammasantissima. Soprattutto, ci sarà questo Pozzuolo che Pontoni ha saputo tranquillizzare, gestire e infine domare, lui maestro “nel plasmare squadre capaci di soffrire, sfruttando le armi disponibili”.
Il 3-4-1-2 biancoverde non ammalia per il gioco palla a terra; le qualità sono altre, temperamentali e di mentalità prima di tutto. L’impalcatura si regge su tre fenomeni: Gerometta al centro della difesa (Zanutta ha il suo erede), Tomasin tra i pali (pure con la Spal Werner ha compiuto interventi strabilianti) e Lanzilli, essenza di quello che deve essere e fare un uomo gol. Attorno, tanti buoni giocatori, più la vena di follia di Sivieri, spesso foriera di devastazione nelle altrui aree di rigore. Ah, Sivieri sabato a Gemona ci sarà…