Riprendiamoci Muriel

Tre nodi  da sciogliere per restare lassù e alimentare la prospettiva di giocarsela sino in fondo, di  tentare con convinzione la strada dello scudetto. Sottolineiamo quel “tentare”, che non implica obbligo alcuno o delusioni finali; soltanto che per una volta, una volta sola, ci piacerebbe da matti vivere ebbrezze sconosciute, assaporare il brivido di scalare la vetta più alta.

L’abbiamo già detto e lo ripetiamo senza paura di mostrare la faccia: se c’è un’annata in cui l’Udinese – in virtù di un impianto qualitativo e collaudato capace di esprimere il miglior gioco della serie A – può guardare al massimo traguardo senza complessi d’inferiorità e false modestie, è questa che stiamo vivendo. Sorprendente e magnifica, con una presa di coscienza che soltanto gli scaramantici ricacciano indietro. Delle due capolista, solo il Milan appare di caratura superiore, ma soltanto per la presenza di Ibrahimovic e infatti Galliani e dirigenza diavolina lo sanno e stanno provando a regalare Tevez ad Allegri, caso mai al gigante svedese capitasse la varicella. La Juve no, è una tacca sotto di noi anche oggi che ha preso Borriello (ma cos’ ha fatto costui di tanto eclatante?): lo si è capito nello scontro diretto, quando Conte non ha neppure provato a vincere contro un’Udinese stanca e disarmata che ha giocato per lo 0-0 e l’ha ottenuto; lo ribadisce il risultato di Lecce, dove i ragazzi di Cosmi hanno steccato due smash per almeno pareggiare il golletto di Matri.

Gennaio è il mese-chiave, in 20 giorni l’Udinese costruirà il suo futuro che sarà radioso se dalla lampada uscirà il genio giusto, risolutore dei tre problemi cui accennavamo sopra: 1) L’efficace sostituzione dei tre africani partiti per la loro Coppa continentale. 2) La riconversione di Floro Flores in trequartista. 3) L’arrivo di un attaccante dopo il nuovo stop che ha rimesso fuori causa il povero Barreto. Operazione a nostro avviso prioritaria al pari dello sbarco a Udine di un altro centrocampista di pronto impiego dopo Fernandes.

AFRICANI – Benatia, Asamoah, Badu, ovvero «due titolarissimi e un quasi titolare» per dirla alla Guidolin, i quali mancheranno per un mese e forse più, con l’aggiunta di un punto interrogativo circa le condizioni in cui torneranno alla base dalle torride sfide sull’asse Gabon-Guinea equatoriale. In difesa l’affidabilità di Ferronetti è fuori discussione: non possiede l’esplositività, la sfrontatezza, la ferocia aggressiva del franco-marocchino, epperò garantisce disciplina e tempismo, può far bene pure lui accanto al totem Danilo. Così come promettente si annuncia il nuovo puntello di fascia, Fanchone.

Surrogare Asamoah, centrocampista totale, sarà più complicato, trattandosi del giocatore che con Pinzi preserva gli equilibri della squadra: corsa, tanta corsa di qualità e spirito di servizio. Gelson Fernandes, peraltro non digiuno di calcio italico, è da scoprire nel contesto bianconero. Probabile un secondo rinforzo per il reparto, ma che sia Michele Pazienza è tutto da dimostrare. Sapendo del gradimento friulano per l’ex (anche a Lecce stava in tribuna… ) che interesse avrebbe la Juve a soccorrere una diretta rivale?

FLORO FLORES – Avventate esternazioni sul web a parte, il bell’Antonio sta provando (con impegno, da quanto si è visto contro il Cesena) a riciclarsi nel dispendioso ruolo di raccordo tra il centrocampo e il divino Totò. Quello di rendersi funzionale al modulo è l’unica via che può percorrere Floro per giocare con continuità a fianco di Di Natale. Guidolin lo sta lavorando ai fianchi, anzi nella testa, perché è lì che deve scattare la molla della convinzione per un cambio d’abitudini e nuove responsabilità: più fatica, vietate le pause, magari meno gloria… mica semplice. Ci è riuscito con Sanchez e con Isla (ma sono ragazzi… ), se trasforma pure il ventottenne Floro la patente di mago non gliela leva nessuno a Guidolin. Le fortune future dell’Udinese passano per questo tentativo: il tecnico non sposerà mai l’idea del doppio centravanti, sapendo che ciò indebolirebbe il reparto mediano, muraglia invalicabile (nasce da qui il record delle sole 10 reti subite in 17 partite) e piattaforma per le incursioni a turno dei centrocampisti, liberi di infilarsi negli spazi su tutto il fronte offensivo.

PUNTA –  Vedrete quando irromperà Barreto! si diceva speranzosi. Il povero Vitor, invece, tradito dal solito bicipite femorale, ha bisogno ancora di tutto il nostro affetto e incoraggiamento: un mese fermo e poi l’ennesimo tentativo d’una graduale ripartenza. Come dire, insomma, che potremmo non vederlo in campo per tutta la stagione. Così riesplode l’emergenza-punte nel momento topico della stagione, con tre competizioni da onorare. Fuori dalle chiacchiere: serve un terzo attaccante. Non sarà Matias Campos (destinato al Granada) che Gino Pozzo e Gerolin stanno trattando con i cileni dell’Audax italiano, dai quali l’Udinese preleverà anche il cursore esterno Matyas Carrasco. A nostro parere, la punta da portare a casa subito sarebbe Luis Muriel, che l’Udinese ha prestato al Lecce assieme a Cuadrado. Con Barreto in procinto di riapparire in campo, giustamente l’operazione era stata rinviata a giugno, ma oggi la situazione è precipitata e l’Udinese ha la necessità di poter disporre del talentuoso ventenne colombiano. Ovviamente il Lecce, già in pessime acque, andrebbe indennizzato sul piano tecnico. Ma che ne direbbero giocatori come Pasquale, Abdi, Fabbrini o Doubai di passare dall’aria fine delle vette a quella torrida della zona retrocessione? Nell’organico dell’Udinese manca un giocatore come Muriel, il quale ricorda Sanchez per freschezza, fantasia, sfrontatezza, e che qualche buon colpo lo sta tirando fuori. Decisamente meglio lui di qualche ultratrentenne spompato.