Birtig insegue lo Spetic perduto

Birtig (la sinistra) con Vanoli, tecnico del Udinese primavera

Dentro la crisi del Tamai. "Ma adesso torneremo a vincere

Ora ha paura? Silenzio, prima di un “no” secco. Ancora silenzio. Poi aggiunge: “Sarei spaventato se il gruppo fosse svogliato. E invece non è cos». Ma ora non abbiamo più scuse: dobbiamo vincere. Sarebbe terribile finire risucchiati nella lotta per evitare i play-out”.

Calmo, ma deciso, Gianluca Birtig. Ed è già un buon punto di partenza, vista la situazione. Perchè il Tamai si trova a rischio play-out dopo aver incamerato 4 punti nelle ultime 9 gare. Molte le cause del crollo: da declino di Spetic a quello di Zanetti. Tutte verità che ora vanno accantonate per evitare scenari impensabili sino a qualche mese fa, quando addirittura sembrava che i mobilieri potessero dire la loro per la promozione.

– Birtig, non vincete più dal 1° febbraio, giorno del blitz a Quinto. Cosa è successo negli ultimi due mesi?

“Per certi versi non me lo so spiegare. Il crollo, se si guardano solamente i numeri, non si discute. Per il resto, è tutto uguale a prima: la squadra si allena con intensità e la domenica proviamo sempre a vincere”.

– Ma non ci riuscite più…

“E’ vero, non mi nascondo. E non tiro in ballo neanche la sfortuna. Forse nel girone d’andata ci è girato tutto dritto: Zanetti, per esempio, trasformava in gol ogni pallone. Mentre con la Sanvitese sbaglia tre reti e loro, con un solo tiro in porta, rischiano di vincere. Abbiamo perso meritatamente solo due partite: quella col Montecchio lo scorso dicembre e quella di un mese fa col Montebelluna. Nelle altre gare abbiamo lottato, e siamo usciti sconfitti solo per circostanze avverse”.

– A sentirla, non sembra preoccupato.

“E infatti non lo sono. Lo sarei se vedessi un gruppo svogliato. E invece i ragazzi danno il cento per cento a ogni allenamento”.

– Forse è un problema di modulo?

“Non credo. Abbiamo provato il 4-4-2, il 4-3-3 e di nuovo il 4-3-1-2. A mio parere, siamo regrediti anche a causa del momento no di Spetic. Dopo Quinto, black-out totale. Da quel giorno non siamo più riusciti a vincere”.

– Lo sloveno dava un bel contributo alla manovra…

“Parliamo di un trequartista atipico. Non salta l’uomo, ma alleggerisce il lavoro delle punte con le sue spizzate di testa, cos» gli attaccanti non sono costretti sempre a rientrare. Inoltre tiene basso il baricentro dell’avversario. Una vera arma tattica. Ho provato in quel ruolo Zambon, per non snaturare il modulo, ma non è stata più la stessa cosa”.

– Quindi, se Spetic dovesse tornare ai suoi livelli sarebbe più facile per il Tamai riprendere il discorso interrotto.

“E’ molto probabile. Certo è che dobbiamo vincere in ogni caso. Andando avanti di questo passo, potremmo rischiare davvero i play-out”.

– Un’ultima domanda: cosa farà Birtig nella prossima stagione?. C’è chi dice che andrà ad affiancare Alessandro Calori, ora alla guida del Portogruaro…

“Ci conosciamo da anni e abbiamo un bel rapporto: più volte mi ha chiesto di seguirlo. Ma a me piace fare l’allenatore in proprio”.

– Ancora a Tamai?

“Magari! Vorrei proseguire il lavoro cominciato la scorsa estate. E poi qui posso crescere ancora come tecnico”.

Alberto Bertolotto