Calligaro: «A disposizione»

Accidenti! A Sacile, prima dell’inizio del match, avrebbero messo la firma per fermare sul pareggio, per giunta esterno, la cannoniera Venezia. Se non che quel 2-2 contro la capolista maturato domenica in laguna ha il sapore dell’occasione persa più che del risultato a sensazione; l’ennesima occasione persa di una stagione che sembra non volerne sapere di “svoltare” in maniera definitiva e nella giusta direzione. Il 2011, anno diabolico, è comunque alle spalle: e i liventini non hanno alcuna intenzione di subire la seconda retrocessione di fila. Dopo la mezza rivoluzione dicembrina (hanno salutato i biancorossi, tra gli altri, Campaner, Moro e Salgher), adesso bisogna che vecchi e nuovi pedalino uniti moltiplicando forza, impegno e determinazione per saltarne fuori. Due tra i veterani liventini, il roccioso difensore Francesco Grazzolo e l’estremo difensore di vaglia Angelo Calligaro, confermano le buone intenzioni biancorosse. Grazzolo mastica amaro per i due gol che la Sacilese si è fatta recuperare a Venezia: “Potevamo davvero portare a casa il successo, altro che storie. Ma siamo stati proprio sfortunati: le reti veneziane, infatti, sono maturate in maniera episodica e rocambolesca. Quando cross sbagliati si trasformano in assist illuminanti, si rimane di sasso. Ma lo spirito è quello giusto: non vedo come questa squadra possa non salvarsi”.

Il portierone, dal canto suo, si è accomodato ancora una volta in panchina… “Se mi pesa? Tutti vorrebbero giocare, ma sono contento di essere qua, di aver superato i problemi fisici, di lavorare sodo, di sentirmi a posto, di cercare di migliorarmi allenandomi con impegno – spiega Angelo Calligaro -. Spero di aver reso bene il concetto: prima viene la squadra, l’esito del campionato, e molto dopo le esigenze dei singoli. Sono a disposizione del mister, e quando arriverà il mio turno mi farò trovare pronto. Del resto, quando la Sacilese mi scelse fu perché ero un fuoriquota, seppur promettente, altrimenti avrebbero puntato su un trentenne già rodato. Ora è il mio turno di fare da chioccia”.

Non nasconde, il portierone friulano una certa preoccupazione per il momento vissuto dal calcio regionale: “Con quello che sta succedendo a Trieste si restringono ancora di più le possibilità di praticare qui da noi calcio ad alti livelli; dopo l’Udinese si è aperto un autentico baratro. Spero che la Sacilese in futuro riesca a riaprire un ciclo, ce n’è veramente bisogno. Come c’è bisogno di presidenti ambiziosi, che osino: mi pare che nella Bassa qualcosa in proposito si stia muovendo. Parlo da calciatore e… da patriota: forza Friuli e forza Sacilese!”.

Una Sacilese ancora convalescente, ma per nulla doma: chiedere, per averne conferma, ad un certo Venezia..