Furlan, uno di serie A per il Tamai

Nicola Paolini, uno dei pilastri del centrocampo tamaiota.

Anche in Uefa col Parma, poi un grave infortunio. La carriera riparte con Birtig

Aveva toccato il cielo con un dito: esordire a 19 anni in serie A e con lo stesso Parma disputare due partite in coppa Uefa. Dal sogno realizzato a una carriera stroncata sono passati tre anni, il tempo per due stagioni da titolare nella Carrarese in C1, e poi per qualche apparizione nella Massese prima che il crociato destro si rompesse. Due volte sotto i ferri, più nessuna certezza, lo sconforto… Fino all’oggi, con la mano tesa del Tamai che gli ha restituito il sorriso e la speranza. E’ la storia di Davide Furlan, classe 1986, ragazzo di Brugnera che si è affidato alla società del presidente Elia Verardo e a Gianluca Birtig per ricominciare, dopo un anno di stop, la sua storia con il pallone.

Si allenava con il Tamai da due mesi, ora ha deciso di mettersi a disposizione di un club famoso anche per le sue doti taumaturgiche, se pensiamo che qui sono risorti dopo stagioni del tutto anonime Nicola Albanese e Niccolò Zanetti. I due diventeranno certamente pezzi pregiati del prossimo mercato e Furlan vorrebbe fargli compagnia, per prendere quel biglietto che lo porterebbe nuovamente nel mondo dei professionisti. Ma ora Davide è un giocatore del Tamai e deve pensare solamente alla sua nuova squadra. Allora la domanda sorge spontanea: cosa può dare un innesto del genere alla causa delle furie rosse, scese al quarto posto dopo il derby perso contro la Sacilese ma ancora con il podio a portata di mano? Lo spiega direttamente Birtig: “Ha qualità che nessun altro centrocampista a mia disposizione possiede. Può giocare sia nel ruolo di Nonis, che di Albanese e Paolini: è uno splendido jolly, dotato inoltre di colpi da campione. Sia chiaro, il posto se lo dovrà sudare, perchè non intendo sovvertire le gerarchie, ma di sicuro è un elemento che tengo in grande considerazione”. Non avrà subito la maglia da titolare Furlan, soprattutto perchè è ancora distantino dalla condizione fisica ottimale. Non è l’aspetto fisico, tuttavia, a preoccupare Birtig, quanto la capacità del ragazzo di calarsi, dopo essersi esibito su palcoscenici importanti, in una categoria come la serie D. Uno scoglio che il giocatore deve superare, ma un bell’esame anche per l’emergente tecnico, le cui qualità di motivatore saranno messe ulteriormente alla prova da questo “caso”. “E’ una scommessa ” spiega Birtig ” che vorrei vincere. Sia per la mia personale crescita di tecnico, sia per la squadra”. Già , una squadra che con un Furlan al top può mirare a un posto tra le prime tre. Il jolly, infatti, può dare ulteriore qualità a una linea mediana già tra le più attrezzate della categoria e che, grazie a lui, si rafforzerebbe in termini di corsa, talento e visione di gioco, una dote quest’ultima di cui andrebbero a giovarsi la manovra, che diventerebbe ancora più ariosa e imprevedibile, e il reparto offensivo.

Alberto Bertolotto