Manzanese troppo bella

qui a fianco, Lorenzo Sellan, baluardo della Manzanese

Manzanese troppo bella 

Tornarsene a casa con le ossa rotte (3-0 sul groppone) dopo aver dominato la scena per almeno 45′: deve fare i conti con questa sorta di paradosso la Manzanese, uscita tramortita dal debutto in campionato. Già , brutta bestia la serie D; e brutta bestia il Domegliara, campione di cinismo.

Però gli arancione non sono l’armata Brancaleone che il risultato darebbe ad intendere: gonfia il petto il veterano Lorenzo Sellan, più che mai punto di riferimento della formazione che ha domato l’Eccellenza, prima di venir sacrificata e ribaltata sull’altare dei fuoriquota obbligatori. Il carismatico regista difensivo ammette: “Ho faticato a prender sonno, a dormire la notte dopo una sconfitta del genere. Sconfitta assurda: dobbiamo metterci una pietra sopra e affrontare il Verona senza condizionamenti. Il bello del calcio è che basta aspettare qualche giorno per potersi prendere la rivincita”. Bella, a tratti abbagliante, la Manzanese proposta da Zanutta in versione 4-2-3-1 (Giraldi e Candotti i mediani, Osso trequartista alle spalle di Venturini) ha distillato gioco fine per un tempo, creando occasioni, collezionando punizioni e corner (ben sette nei 45′ iniziali), ma senza riuscire ad affondare il colpo. Al che la legge del “chi troppo spreca, paga” è scattata implacabile: al primo affondo i veneti sono passati, sfruttando un’azione da palla inattiva. E’arrivata poi, a stretto giro di orologio, l’espulsione per somma di ammonizioni (e l’arbitro non ha usato lo stesso metro, graziando N’Ze del Domegliara) di un fino a quel momento straripante Candotti a spegnere la luce: e la notte è scesa sugli arancione. C’è parecchio da imparare da una gara del genere: “Ad esempio che dobbiamo essere più compatti e cattivi, mordere insomma ” catechizza i compagni Sellan -; siamo stati bravi quando abbiamo avuto tra i piedi la palla, assai meno quando il possesso era degli avversari. Per salvarci c’è bisogno di una Manzanese un po’ meno bella, ma capace di badare al sodo”. Si ricomincia domenica, nel salotto di casa, senza Ciriaco (ginocchio dolorante) e con un Mazzarella non al meglio. Soprattutto, non si vede chi potrà sostituire in mezzo al campo Candotti, per caratteristiche un “pezzo unico” nella pur sovrabbondante rosa messa a disposizione di Zanutta. A meno che non rispunti lo Strussiat dei giorni migliori.