Rossi: io un diesel, nessuna divisione

Si è trasformato in un incubo l’avvio di campionato del Pordenone, preso a randellate da una Sanvitese effervescente, anzi bellissima. Della serie: il mondo capovolto…
E Massimiliano Rossi, punta di diamante neroverde, come si difende?
“Non abbiamo giocato bene: venivamo da una settimana travagliata”.
– Ci si aspettava una reazione.


“Troppe cose sono accadute per non risentirne. Tra l’altro, col nuovo tecnico, Giovanni Bosi, avevamo potuto sostenere soltanto un allenamento. E, poi, quelli della Sanvitese viaggiavano tre volte più veloci”.
– La preparazione è stata sbagliata?
“Pavanel ha tarato il lavoro pensando alle 38 giornate: cos» dovrebbe fare chi aspira a vincere un campionato. Il fatto è che, quando i risultati stentano ad arrivare, subentra la tensione e anche le cose più facili diventano complicate”.
– Si parla di spogliatoio spaccato, di lunghi coltelli…
“Autentiche sciocchezze. Risponderemo con i fatti, con i risultati”.
– Il Pordenone zoppica, Rossi pure: ma non doveva essere il valore aggiunto?
“Mi assumo le mie responsabilità. Sono ancora un po’ imballato: questione di struttura fisica. Sono sempre stato un diesel, io”.
Quali le differenze tra il nuovo allenatore e Massimo Pavanel?
“E’ presto per dirlo. Pavanel chiedeva grinta, aggressività, concentrazione; Bosi ha esordito ricordandoci che il calcio è divertimento, gioia. In questo mondo certe cose succedono: la squadra non ha remato nè remerà contro nessuno”.
– Arriva il Concordia: cosa ci dobbiamo aspettare?
“Il nostro campionato, un altro campionato, comincia adesso”.