Varmo e Maranese, il limite non esiste

Salvezza e play-off nel mirino, superando grandi difficoltà. Dopo lo spavento,
il Cjarlinsmuzane torna corazzata 

Enrico Don (Sevegliano) non ha potuto fermare la sua ex squadra, il Rivignano.

Ha passato qualche giornata non proprio allegra il Cjarlinsmuzane, caduto per mano del Prata e finito immediatamente nel mirino di Rivignano e Chions. Del resto, le tre fuoriserie del girone A di Promozione stanno tenendo ritmi pazzeschi, tali da alimentare (se i play-off non dovessero avere nessun premio in palio) una comprensibile amarezza per chi resterà a mani vuote. Ma è bastato il turno di mercoledì a diradare i nuvoloni, resistuendo a Maccagnan e soci un robusto margine di vantaggio.

Ci ha messo del suo la capolista, venuta a capo di una Sangiorgina tirata a lucido da Andreotti e che ha ritrovato i gol di Morsanutto; se non che, Peressoni ha potuto contare sulla prodezza di Maccagnan per risolvere un incontro per nulla agevole. E ci hanno messo del loro, indubbiamente, Rivignano e Chions, risultate incapaci di venire a capo della tenuta stagna esibita da Varmo e Pertegada.

Sta davvero disputando un campionato memorabile, il Varmo, ormai indirizzato verso il suo obiettivo, la salvezza. I bianconeri hanno compiuto il passo decisivo battendo due mercoledì fa la Sangiorgina, con un gol, il primo tanto per gradire, realizzato  dal difensore, classe ‘90, Miotti, e per giunta attraverso un bel tiro al volo. Come a dire che la creatura di Roberto Della Savia sforna sorprese una dopo l’altra, sorprese naturalmente giovani e, magari, altrove snobbate: ha esordito il centrocampista del ‘92, Beacco, nonché il 94’ Negri, si stanno facendo valere Maniacapra e, in particolare, il centrale difensivo, classe ‘92, Tosono, ragazzo di Nespoledo rientrato dal Pordenone dopo aver sperato di giocare in D con la Sanvitese. Oltre, va da sé, al contributo dei pochi, ma fondamentali senatori, a cominciare dall’estremo Moro, che pure a Rivignano ha chiuso la saracinesca.

E il Pertegada? Alla fine il presidente Adriano Bianchin ci ha preso gusto ad andare in panchina; battute a parte, l’accantonamento di Gabriele Verri e la formazione affidata all’autogestione, guidata da mammasantissima come Salatin e Maggi, è sembrata ai gialloneri la migliore delle soluzioni. Migliore e non nuova in una stagione piena di turbolenze, ma che potrebbe benissimo registrare il lieto fine. Sì, perché i giocatori, che non hanno mai mollato, che sentono la responsabilità, hanno comunque strappato al Chions uno 0-0 che vale il doppio sotto il profilo psicologico.

E se merita un applauso il Varmo, lo merita pure la Maranese di Toffolo, tornata a segnare a raffica, a concretizzare un calcio pregevole: la mazzata rifilata al Flumignano e il colpaccio di Prato hanno lanciato i lagunari in piena zona play-off. E adesso?

E adesso la Maranese può provarci, ben sapendo che il derby di San Giorgio di Nogaro è partita da prendere con le molle e dalla quale può venire fuori qualsiasi esito.

I gol a pioggia rimediati con Cjarlins e Cordenons, intanto, hanno lasciato l’amaro in bocca al Pozzuolo: «Chi la fa l’aspetti – ruggisce il ds Valentino Berini, riferendosi però alla sola capolista -; d’accordo che Grop deve vincere il titolo di capocannoniere, ma non era davvero il caso di infierire così. Il Cordenons ha avuto ben altro atteggiamento, solo che, a forza di infortuni, siamo rimasti in 7 e con Cigoni che, colpito dai crampi, ha stretto i denti per non gettare la spugna. Guardiamo comunque al futuro, che ci vedrà risalire la china, visto che abbiamo in cantiere progetti importanti, specie a livello di settore giovanile».