Ciclocross – A Cominelli e Baroni la tappa di Osoppo del Giro d’Italia

Aveva detto che era il suo sogno: tornare a vestire la maglia rosa al Giro d’Italia Ciclocross. Proprio lui, che è un veterano del GIC e che nel lontano 2008, alla prima edizione, aveva indossato la bianca di miglior giovane.

Cristian Cominelli (Cycling Cafè) sotto il diluvio più copioso di giornata ha portato a casa tappa (la terza consecutiva, tutto il Trittico del Nord è stato suo) e maglia. Se l’è dovuta vedere in primis con un agguerrito Filippo Fontana (CS Carabinieri), che anche questa volta ha provato a lungo ad andar via in solitaria senza però concretizzare un ottimo stato di forma, dovendosi arrendere in volata alla tenacia dell’esperto bresciano. Terzo è giunto Nicolas Samparisi (KTM Alchemist Selle SMP Dama) e quarto un bravissimo bujese Davide Toneatti (DP 66 GIANT SMP) al primo anno tra gli Under 23.

Cominciamo dalla fine per raccontare 55 minuti di una corsa intensa, molto equilibrata e mai scontata. Non si pensi, per esempio, che la maglia rosa uscente Stefano Capponi (Pro Bike Riding Team) abbia mollato: dietro il suo sesto posto si cela una resistenza stoica fino all’ultimo metro, così come lo stesso può dirsi di Federico Ceolin, che per sei punti cede la maglia bianca di miglior giovane al pimpante alfiere della Benemerita Filippo Fontana. Si è rivisto far capolino tra i primi 5 l’esperto Marco Ponta. Su tutti loro, partiti in 50, il cielo non è stato mai clemente, ma ha contribuito alla costruzione di una giornata indimenticabile.

«Davvero non mi aspettavo di prendere la maglia rosa già oggi, per la prima volta dopo tanti anni riesco a vestirla. Spero di mantenerla sino all’ultima tappa, ormai ne manca solo una – spiega un radioso Cominelli a rincorsa terminata – La prima uscita sul fango mi ha fatto faticare non poco specialmente all’inizio, ho avuto un problema a metà gara e ho dovuto anche cambiare bici e ho ripreso Filippo solo all’ultimo giro, giocandocela nel finale. È u periodo davvero bello, mi gira tutto bene. Questa maglia rosa la dedico alla famiglia, che ogni domenica è qui, con qualsiasi geografia e condizione atmosferica, a mia moglie Chiara e al piccoletto Bryan. E poi alla squadra, so che questa maglia per loro vale tanto».

Questa vittoria la insegue da tanto, ma non arriva: «Trovo sempre quello più forte di me, anche oggi è andata bene, mi divertivo sul percorso, ma è stata dura – spiega il Carabiniere Fontana – All’ultimo giro quando ho visto Cominelli rientrare ho provato a staccarlo, conoscendomi battuto in volata, ma non ci sono riuscito. So che sto andando forte  e mi sento bene. Non mi aspettavo la maglia bianca, saltando le prime sue tappe. È una bella soddisfazione e cercherò di portarla sino alla fine».

BLACK OUT CASASOLA, BRILLA LA BARONI (Donne Open) – I riflettori erano tutti puntati sulla ragazza di Majano, la maglia rosa Sara Casasola, che a due passi da casa sua ambiva a dare spettacolo sul fango. Se non fosse che si son messi di traverso alcuni guai fisici, che l’hanno costretta prima a mettere il piede a terra e poi ad abbandonare la corsa già al secondo giro. Il tutto è capitato nel giorno di grazia di Francesca Baroni, che ha tirato fuori tutte le sue doti di equilibrista per danzare elegantemente sul fango e portare la stella Guerciotti al trionfo sul traguardo di Osoppo.

Promessa mantenuta: a Cantoira aveva detto che l’avrebbe ripresa presto e Francesca Baroni, toscana di Viareggio, è una che la parola la mantiene, specialmente il giorno prima del suo compleanno: «É stata una grande emozione riuscire a riconquistare la maglia, sono molto contenta della gara, oggi è stato vero ciclocross, con questa giornata piena di pioggia e fango è venuto tutto da sé. Mi dispiace per Sara, non so cosa le sia successo – ammette con la grande sportività che la contraddistingue – sicuramente una gara combattuta sarebbe stata più bella. Mi dispiace per lei e spero che si riprenda il prima possibile (tranquilli, a fine giornata Sara stava già molto meglio, ndr) sono contenta anche perché domani è il mio compleanno e mi sono fatta un bel regalino».

Alle sue spalle non c’è stata storia, ma una menzione d’onore la merita tutta Anna Oberparleiter, che a 1’10” fa suo un argento dal sapore eroico, così come Alessia Bulleri (Merida Italia Team) che torna sul terzo gradino del podio. Podio che per la prima volta ha visto scendervi Gaia Realini (Vallerbike), quarta dopo una gara grintosa come sempre. Anna Oberparleiter, maestra di sci, oggi quasi sciava sul fango: «Oggi sono partita molto più motivata perché adoro queste condizioni. Oggi era scivoloso, specialmente sulle contropendenze mi sono divertita tantissimo, non si sapeva mai se si riusciva a restare in piedi. E in curva cercavo di andare dove non mettevano le ruote le altre. Ero davvero a mio agio».

Tra le juniores si sblocca finalmente Letizia Brufani (Folcarelli Race Mountain), la migliore di tutti, ma ancor più fa festa Nicole Pesse (DP 66 Giant SMP) che torna a vestire la maglia bianca. Menzione d’onore per la locale Asia Zontone (Jam’s Bike Team Buja), quinta al traguardo. «L’avevo persa la scorsa tappa e oggi avevo voglia di riprenderla a tutti i costi – festeggia la maglia bianca Pesse – aspettavo questo clima ormai da un mese, sono partita bene e ho retto bene anche a un piccolo incidente. Poi nel finale grazi a tutti i miei compagni di squadra sono riuscita a ritrovare le forze e correre per la maglia bianca. Un grazie in particolare a Daniele per la fiducia che sta riversando in me».