Frandoli e Pezzarini protagonisti a Tavagnacco

Il podio del Trofeo Arteni
Il podio del Trofeo Arteni
Il podio del Trofeo Arteni

Per disputare una splendida gara non serve che arrivi necessariamente la vittoria: il Team Isonzo Ciclistica Pieris correva il 19° Trofeo Arteni Sport a Tavagnacco all’attacco, dimostrando anche a fine stagione di essere protagonista. Così nella categoria Allievi i bravi Matteo Frandoli e Mattia Pezzarini, dimostravano il loro valore giungendo al traguardo rispettivamente secondo e settimo, punte di una squadra che manteneva sempre la situazione sotto controllo, e che difendeva i ciclisti biancorossi dai tentativi di rimonta del gruppo.

Evadono dal gruppo all’ultimo giro Stefano Di Benedetto (Buiese), Matteo Frandoli (Team Isonzo) e Luca Vendramini (Bosco Orsago). I tre pedalano forte accumulando subito un vantaggio rassicurante. Quando mancano quattro chilometri all’arrivo scatta Di Benedetto cogliendo di sorpresa i compagni di fuga e andando a vincere a braccia alzate. Dietro Frandoli regolava Vendramini. Alle spalle del terzetto Pezzarini (Team Isonzo Ciclistica Pieris) era pronto a saltare sulle ruote di quattro contrattacanti per difendere il compagno di club. Nello sprint ristretto per il quarto posto aveva la meglio Polese (GS Caneva). Mattia Pezzarini concludeva la gara con un settimo posto.

Nella categoria donne, l’ultima gara della stagione Valentina Cainero è andata a disputarle sul difficile circuito di Barberino di Mugello (FI). Su un percorso ondulato da percorrere tre volte per poi correre su un gir oricco di saliscendi prima di affrontare l’ultima salita di ben 8 chilometri che porta al Passo della Futa, l’atleta biancorossa si difendeva bene, non mollava se non affrontando le ultime rampe della lunga salita finale, e concludeva la prova in quarantesima posizione. Vinceva la gara la campionessa Italiana Elisa Balsamo (Vigor) che regolava nell’ultimo tratto in cui la salita dava respiro Sofia Bertizzolo (Giorgione) e Silvia Persico (Valcar). Settantatrè le partenti che nonostante il percorso duro, non si studiavano e con gli scatti e i tentativi di evasione fin dai primi chilometri, portavano la media finale a 32 km orari.