Pedone: “Atteggiamenti di Powell e Cortese inaccettabili”

Una vittoria brutta, sporca e cattiva. Una di quelle in cui bisogna tenersi stretti i due punti e basta. Può essere. Però la cartolina che l’Apu Gsa spedisce da Cagliari mette in evidenza gli attributi di una squadra rimasta orfana, nel corso del match, prima dell’espulso Powell per doppio fallo tecnico e poi di Cortese uscito per falli attraverso un fallo antisportivo. Udine espugna il PalaPirastu per 94-99 dopo un supplementare grazie alla freddezza di Spanghero e al cuore di Simpson, ma non solo.

I friulani vengono graziati da Miles che dalla lunetta, nei momenti cruciali, fa solo 1/6 e non ferma con un fallo Spanghero allo scadere dei regolamentari, lasciandolo tirare per la tripla del pareggio. L’Apu Gsa parte benissimo, sia in attacco che in difesa, poi nel secondo periodo stacca la presa e la partita si trascina sul filo dell’equilibrio fino al capolinea. Cagliari produce il primo vantaggio (69-68) dopo 31’45” dall’alba del match. Powell segna il 69-70 al 32’, reclama un contatto falloso non sanzionato dagli arbitri che viceversa gli affibbiano un tecnico e viene cacciato dopo avere segnato 23 punti in 25 minuti.

I sardi pigiano sull’acceleratore e salgono sul 78-70 al 34’ grazie a un break di 19-2 negli ultimi 5 minuti. Udine barcolla, ma non molla. La squadra fa quadrato e un quintetto operaio – formato da Spanghero, Pinton, Simpson, Nikolic e Mortellaro – dà la svolta. L’Apu Gsa ricuce (80-79 al 38’), Rullo sembra ricacciarla definitivamente indietro (83-79 allo stesso minuto), però non è così. Miles non grazia gli udinesi che riacciuffano per i capelli la partita (tripla del pareggio di Spanghero a 5 secondi dal gong del 40’) e nell’appendice Simpson crea il solco decisivo, puntellato da due liberi di Genovese.

Una vittoria che non è bastata a placare il presidente Alessandro Pedone: ecco le sue parole il giorno dopo la vittoria di Cagliari. “Purtroppo della partita di ieri sera – dice il numero uno bianconero – ci si può tenere strette solo due cose: i due punti e una prestazione eroica di quelle che, sbagliando, sono sempre state definite le seconde linee. Purtroppo avevo chiesto al coach ben altro e non è arrivato. Ora bisogna capire se la povertà di gioco, soprattutto in difesa, la confusione ed il nervosismo, che hanno regnato in campo, sono figlie della guida tecnica o del mancato apporto, o peggio, di alcuni giocatori. Francamente 24 ore sono troppo poche per poterlo capire appieno. Ho avuto modo di leggere gli sfoghi di molti nostri tifosi. Con alcuni non posso che trovarmi d’accordo”.

Ma un team vincente, che veda coesione di tutti, dalla guida tecnica sino all’undicesimo uomo in campo, non si costruisce sui social, è figlio di dedizione, lavoro, senso della maglia e di appartenenza ad un progetto, ad una città, ad una provincia intera. Quindi calma e gesso, abbiamo 12 punti, che ci consentono di prendere ogni decisione nella maniera più serena e misurata possibile. Detto questo, non possiamo accettare il comportamento di due giocatori come Cortese e Powell, presi con grande entusiasmo e importanti sacrifici per fare la differenza in campo e non per vederli auto eliminarsi dalla contesa. Con entrambi ci confronteremo per valutare cosa ha spinto uno a prendere in contemporanea 4 e 5 fallo, e l’altro due tecnici con automatica espulsione e conseguente lancio a terra della nostra maglia, gesto che, anche se forse figlio della frustrazione, reputo personalmente inaccettabile. Comportamenti simili non possono passare impuniti. Mi aspetto che sabato il nostro numerosissimo e fantastico pubblico, sostenga più che mai e sospinga ad una rotonda e meritata vittoria, un team che deve scendere col coltello tra i denti una volta per tutte”.