Alfio Caruso – Un secolo azzurro – Tea

libro un secolo azzurroEdizione aggiornata ai mondiali in Brasile 2014. Edoardo Agnelli che nel 1925 spiega a Mussolini come l’apertura del campionato di calcio ai figli degli espatriati in America possa costituire il primo passo della futura espansione politica; il duce che interviene per garantire alla nazionale i favori di un arbitro svedese, fascista, designato per dirigere la semifinale e la finale del mondiale 1934; l’assoluta sicurezza di Pozzo nel guidare gli azzurri, allo stesso modo in cui aveva guidato gli alpini nelle trincee della prima guerra mondiale; il secco 3-0 dell’Ungheria sull’Italia nel 1953 utilizzato dal PCI di Togliatti per magnificare la superiorità della società comunista su quella occidentale; la controversa vicenda politica di Berlusconi, legata a filo doppio a quella calcistica del Milan, la crisi economica, le misure draconiane del governo Monti…

Sono soltanto alcuni episodi di oltre cent’anni di storia patria (dal 1910 al 2014) raccontati dall’osservatorio della squadra azzurra di calcio. Alfio Caruso descrive con piglio impareggiabile l’intreccio che ha legato il pallone alla realtà politica, sociale, culturale del nostro Paese. «La maglia [della nazionale] prodigiosamente resiste da sessant’anni, malgrado quanto avvenga sul terreno sia spesso la risultante d’intrighi, scandali, eccessi.

In queste pagine potrete leggerne fatti e misfatti, passioni e aberrazioni cominciando dalla prima esibizione della nazionale, 15 maggio 1910, Arena di Milano, 6-2 alla malcapitata Francia. Rappresentava la conclusione di un’avventura avviata ventitré anni prima, quando un industriale ottico, Edoardo Bosio, aveva portato a Torino, di ritorno da un viaggio in Inghilterra, una sfera di cuoio. Ma era anche l’inizio di un’epopea che ha avuto il merito di tenere insieme la Nazione persino nei suoi periodi più bui.»