Runner, passione e dolori

La vita agonistica del runner, dilettante o professionista che sia, viene spesso interrotta o rallentata da infortuni di varia entità

Oggigiorno la “running passion” sta colpendo l’attenzione di un sempre maggiore numero di persone, diverse per estrazione sociale, sportiva e culturale.

In questo contesto la corsa assume caratteri di identità filantropica, diventando in definitiva un vero esempio di integrazione cosmopolita con importanti risvolti psicologici e psicosociali.

Purtroppo però esistono anche problemi correlati allo svolgimento di questa bellissima attività sportiva, non da ultimo patologie dell’apparato muscoloscheletrico, non sempre di facile individuzaione ed accettazione.

Il più grande ambito d’intervento della Nostra clinica di Udine, la GRUPPO SANE CLINIC, specializzata nella cura dei Runners a livello nazionale, si concentra nelle patologie da sovraccarico di muscoli e tendini, problemi ben conosciuti da chi percorre centinaia di chilometri all’anno.

Partendo dalle patologie da sovraccarico del piede si riscontrano spesso metatarsalgie d’appoggio, spesso legate a fasciti, variazioni dell’asse di carico con perdita dell’arco plantare, tendinopatie achillee e, negli stadi più avanzati a derivazione ascendente, gonalgie, coxalgie, pubalgie, lombalgie (non lombosciatalgie).

A livello del ginocchio com’è noto si manifestano dolori per lo più artrosici nonchè dovuti all’irrigidimento della Bandelletta ileotibiale, allo stress della borsa della zampa d’oca o del tendine rotuleo.

Sovente il runner manifesta dolori lombari, spesso correlabili più a disfunzioni delle articolazioni sacroiliache ed all’utilizzo o spesso al mancato utilizzo di ortesi plantari (che costruiamo giornalmente per i Nostri atleti) che a reali problemi erniari.

Dorsalgie medio-alte sono da inquadrare nel contesto di blocchi diaframmatici spesso legati a respirazioni errate anche durante la corsa, elemento mai troppo segnalato come causa di disfunzioni ascemdenti, ad esempio patologie del rachide cervicale, legato intimamente alla cupola diaframmatica.

Un’altra causa di problemi può essere legata allo scorretto posizionamento delle osse craniche, bloccate nel loro rapporto di pseudomobilità nei confronti del liquor che ivi scorre nei ventircoli sottostanti e soprattutto l’articolazione dell’ATM, quasi sempre disassata e squilibrata omolateralmente , aspetto legato a sua volta al tipo di classe dentaria, al morso ed alla motilità della lingua.

Infortuni muscolari da sovraccarico, o mancato riposo, da lesione pregresse mal guarite o silenti, presenza di trigger point e di rigidità miofasciali da ipomobilià o ispessimento tissutale possono causare sintomatologie similari, motivo per cui lo specialista diventa di fondamentale importanza anche nell’utilizzo di ecografia e doppler per avere una diagnosi funzionale molto più precisa ed immediata.

Infine ma non da ultimo vale la pena controllare l’aspetto vista, elemento fondamentale poichè il cervello ragiona per predominanza visiva e quindi potrebbe ruotare il capo (e di conseguenza il rachide) come accomodazione ad un visus più adeguato ma anche spesso patogenico.

Dr. Nicola Imbriani

GRUPPO SANE CLINIC

Fisioterapista Ortopedico e Sportivo – Udine