Adunata furlans! Battiamo la Juve

Aiutiamoli. Se li lasciamo soli, o peggio se li sbeffeggiamo e gli diamo addosso, questi sono capacissimi di finire in B.

E se retrocede l’Udinese la sconfitta è di tutti, del Friuli intero cui verrebbe a mancare, in un panorama di grigio trantran, l’unica realtà che offre un minimo di visibilità nazionale. Il rischio è reale, lo diciamo da mesi, da quando ci siamo accorti che il talento di questi ragazzi non si combina con la mentalità giusta, minata dalla superficialità, dall’incapacità di affondare i colpi quando ne sussistono i presupposti; che la condizione atletica – colpa di una preparazione estiva senza lasciti sostanziosi – va e viene; che il timoniere (ma questa non è cosa di ieri) non riesce a connettersi con i momenti particolari, manca della duttilità per cambiare in corsa, per inventare soluzioni che incidano nelle pieghe di partite da vincere. “Mi ero raccomandato con Isla e Lukovic che pensassero prima di tutto a difendere, invece… “: questa dichiarazione di Marino, nel dopo Fiorentina, ci ha lasciato di stucco. Ma benedetto uomo: che ci stai a fare in panca? Se quelli se ne impippano delle consegne, li prendi per il coppino, li appendi alla porta… insomma fatti sentire perbacco! Volete altro? Se ben guardiamo, nel momento cruciale della stagione la società dei 110 giocatori sotto contratto non riesce a mettere in campo una formazione con uomini di ruolo. Avanti con gli adattamenti, allora: Isla non è un terzino, Lukovic non conosce le arti dello stopper cos» come Ferronetti, Inler non possiede i tempi del metodista, Di Natale o Floro Flores si alternano da punta centrale senza possederne l’istinto e i movimenti. L’equivoco di fondo è presto detto: l’Udinese continua a coltivare il proprio spirito originario ma non dispone più di interpreti abilitati a esprimere la natura di squadra offensiva e sbarazzina senza rischiare imbarcate colossali.”Ogni tanto bisogna rimanere coperti e accontentarsi del punto” ha dichiarato ancora don Pasquale. Alla buon’ora, ci voleva tanto a capirlo? Guardiamo nel calderone e immaginiamo una situazione in cui a una sconfitta dell’Udinese con la Juve corrisponda, nel turno prepasquale di sabato, una vittoria dell’Atalanta sul Siena. A un punto dal baratro verrebbe a crearsi un quadro psicologico terribile, totalmente estraneo alle esperienze del gruppo bianconero. E potrebbe accadere l’irreparabile. La partita con la Juve acquista dunque valenza straordinaria, siamo al vero punto critico del campionato. E come tale va affrontato da tutte le componenti. Al silenzio stampa della squadra, che vogliamo interpretare come atto di consapevolezza della delicatezza del momento cos» che ogni energia vada ottimizzata e indirizzata alla prova del campo, deve contrapporsi il boato caloroso e trascinante dello stadio. Amici friulani, una volta tanto non lasciamo che siano gli innamorati della Juve a soverchiarci in presenze e incitamento. Facciamolo per l’Udinese e facciamolo per noi stessi.