Buiese e Pagnacco, esplodete!

Nessuno può disporre di un attacco come quello dei torelli
Squillace ha ribaltato i granata: il nuovo 4-2-3-1 non prevede le mezze misure
I gol capolavoro? Venghino, signori venghino, naturalmente in Prima categoria, meglio se nel girone B. Dove il mitico Bianchin festeggia (una festa poi amara) il ritorno a Pagnacco sparando un missile da distanza siderale: 1-0 e LavarianMortean costretto a ricorrere. O dove il portiere Tion, nel recupero, si fionda in attacco per cercare di regalare alla Tarcentina il 2-2, inventandosi una semirovesciata di una bellezza assoluta che non dà scampo a Fornasiere, e così portando via alla Buiese due pesantissimi punti. Sono perle di un campionato che si annuncia davvero appassionante.
Buiese e Pagnacco, meglio indugiare su due formazioni dal potenziale davvero impressionante.
L’attacco dei “torelli” è a prova di ogni calamità : sei punte, e che punte!, assicurano gol in quantità industriale, ma anche possibili difficoltà di gestione per Tosolini e Molaro: il recuperato Chittaro, Franz, Di Domenico, Fabbro, Picco e, infine, Davide Marcuzzi, l’occasione che i granata non si sono fatti scappare, visto che Rivignano e Tricesimo non hanno trovato l’accordo, e visto che il ragazzo è di Buja. Visto il materiale a disposizione, Tosolini è stato quasi obbligato a cambiare modulo, imbracciando il 4-3-3; la sfida, adesso, sarà quella di trovare i necessari equilibri. “La gara con la Tarcentina? Avremmo strameritato di vincerla, tenuto conto della mole di occasioni create” sottolinea il ds Fausto Molaro, che attende con grande fiducia il proseguo della stagione. Fiducia riposta in particolare nelle qualità quasi taumaturgichedi un gruppo che sembra meno incline alle fibrillazioni di quello della passata stagione.
Al Pagnacco è andata peggio, visto che i granata hanno dovuto dare strada al LavarianMortean. Mario Squillace punta però al bersaglio grosso: ossia, dar corpo a una squadra capace di imporre il proprio gioco e, attraverso un calcio scintillante, competere per il salto di categoria. Il progetto è affascinante: il 4-2-3-1 granata deve sfruttare le qualità offensive di Cirovic nelle vesti di suggeritori, di Vidoni centravanti di riferimento, con Bianchin e Beltramini sulle ali: “Voglio vedere i ragazzi stare raccolti in 40 metri, togliendo così la profondità alle formazioni avversarie. E voglio vederli divertirsi, esprimersi senza paura”. Quella paura che anche domenica è venuta a galla dopo una mezz’ora quanto mai promettente, allor quando Valduga e compagni hanno subito il pareggio biancazzurro: primo sintonomo, l’arretramento della linea difensiva, col ché la strategia di Squillace è saltata. Ma certe “rivoluzioni” non si digeriscono dall’oggi al domani: e al Pagnacco sono convinti che la strada intrapresa porterà lontano. L’incompiuta, insomma, ha voglia di diventare grande.
Di grande, per adesso, sembra esserci la matricola Aurora, affidata a un tecnico combattivo che Zappamiglio: ci ha rimesso le penne il Gonars, che ha pagato dazio di fronte a una formazione agile e pimpante: resta da capire se durerà. Impennate che non passano inosservate, e pareggi che possono portare sufficientemente lontano: sono quelli che stanno inanellando le neopromosse Fulgor e Pasianese, ma pure un Riviera che ha trovato in Biasinutto lo scudo per frenare la marcia del missile Ancona.