La Cozzo: e adesso ripartiamo!

Valentina Cozzo, schiacciatrice classe ‘89, quest’anno ha fatto le valigie ed è salita sul treno che dall’Atomat Udine l’ha portata a Martignacco, destinazione il Città Fiera.

– Cosa ti ha spinto a compiere questo viaggio? 

«Dopo aver giocato tre anni all’Atomat, avevo bisogno  di nuovi stimoli e così ho colto l’occasione arrivata dal Martignacco».

– Com’è stato l’ingresso nel nuovo gruppo?

«La squadra mi piace, è giovane e frizzante, l’inserimento non è stato per nulla traumatico visto il mio carattere socievole ed espansivo. Conoscevo già le ragazze un po’ più “vecchiotte” ma ho legato soprattutto con Sharon Sedola. Mi trovo bene anche con Castegnaro:  è un tecnico che ti segue molto, facendoti ragionare e maturare».

– Cosa rimpiangi invece del passato?

«Conservo un bellissimo ricordo degli anni al Manzano, società che ha sempre seguito le sue atlete con tanta attenzione e affetto».

– Non voglio rattristarti parlando degli ultimi due ko consecutivi, ma come li interpreti?

«Contando che su 10 partite ne abbiamo perse due, non mi sembra che la situazione sia poi così preoccupante. Contro il Rovigo abbiamo peccato di inesperienza e cattiveria mentre col Villorba… beh, diciamo che è stata una prova da cancellare. Comunque non ci facciamo abbattere anzi, siamo già cariche per affrontare il Belluno, convinte di poter ripartire più forti di prima».

– Il tuo numero di maglia è il 2 e si sa, che per ogni giocatrice, la scelta non è mai casuale… 

«Quando da piccola mi è stato chiesto di scegliere il numero, mi sono inventata uno strano calcolo incrociando giorno, mese e anno della mia nascita, ed è venuto fuori il 2. Nelle varie squadre in cui ho militato l’ho sempre tenuto e quando ho deciso di sostituirlo con il 9 sono incappata in una stagione stregata. Guai a chi dovesse rubarmi il mio numero portafortuna».

 – Hai qualche giocatrice a cui ti ispiri? 

«La più forte, ossia Tai Aguero:  non mi dipiacerebbe affatto avvicinarsi alla sua bravura».

– Qual è stata, fin qui, la più grande soddisfazione che ti sei presa?

«L’ultimo anno di rappresentativa regionale, quando siamo arrivate seconde contro ogni aspettativa e dopo aver sconfitto il babau Veneto».

– Chi ti dà la carica per reggere il tuo lavoro da estetista e i numerosi allenamenti, oltre al resto? 

«I miei genitori, degli spendidi tifosi; a loro si aggiungono il moroso, sempre paziente e premuroso, e la mia cagnolina Asia».

Michela Szklarz