Sulle orme di Dino. Che scalata!

Luca Tomasig da Capriva all’AlbinoLeffe, il Chievo di Bergamo: protagonista in serie B
C’era una volta Dino Zoff… Beh, non esageriamo, anche se Mariano e Capriva sono distanti un tiro di schioppo. Capriva del Friuli, da dove è partita l’avventura di Luca Tomasig, ventisettenne portierone nostrano che ha ripercorso strade abituali, ma nei tempi d’oro del balon friulano.
Il cronista l’aveva incrociato la prima volta quando Tomasig militava nel Pozzuolo: annata sciagurata, l’unica vissuta dai biancoverdi in serie D; fu retrocessione nonostante una valanga di punti conquistati (44, se la memoria non ci tradisce) e nonostante una rosa dalle potenzialità gigantesche.
Ebbene, il Pozzuolo è poi andato incontro ad alti e bassi, Tomasig invece ha continuato la sua scalata, soprattutto ha proseguito a lavorare sodo, a migliorarsi di stagione in stagione: “E anche a non prendere questo mondo troppo sul serio, altrimenti si drammatizzano anche l’errore più piccolo, la situazione non fortunata” ci racconda il diretto interessato di ritorno dall’allenamento del martedì.
Luca sta disputando l’annata più importante della sua carriere: ha puntato su di lui il Chievo di Bergamo, ossia l’AlbinoLeffe, società formato famiglia che naviga nelle acque agitate della serie B.
Come si arriva in B? La trafila nelle giovanili (Cormonese per cominciare, poi Isontina e Donatello), continuando al Belluno, dove la saracinesca ha pure vinto un campionato. E in seguito il Cagliari (serie A), ma senza avere una vera e propria occasione per mettersi alla prova.
E’passato anche attraverso una C2 a Catanzaro, in un “girone abbandonato da Dio”, l’estremo di Capriva del Friuli. Tre anni alla Reggiana, in C1, hanno rappresentato il trampolino di lancio: “Devo ringraziare i dirigenti di Reggio Emilia se adesso sono approdato, con la formula della comproprietà , all’AlbinoLeffe. Per farcela bisogna non essere abbandonati dalla salute e avere fortuna. Io ho trovato persone che hanno creduto in me”.
A ragione hanno creduto visto il rendimento espresso dal portiere goriziano, pure reduce dal 3-0 incassato contro lo scatenato Novara di Tesser. L’obiettivo dei bergamaschi, del resto, non può discostarsi troppo dal raggiungimento della salvezza, magari con l’aggiunta di rifilare qualche dispiacere all’altra formazione cittadina, l’Atalanta dei sedicimila abbonati.
Non si sente arrivato, Luca Tomasig. Primo perchè l’umiltà è una seconda pelle, quasi come quella che ha sempre caratterizzato Dino Zoff e i grandi friulani del balon.
Secondo, perché non bisogna mai smettere di crederci: “L’Udinese è l’unica squadra per cui simpatizzo” sottolinea. Hai visto mai che i bianconeri, a caccia di fenomeni planetari, un giorno non decidano di dare un’occhiata sotto casa…