Eroi bianconeri – Abel Balbo

Abel Eduardo Balbo nasce a Empalme Villa Constitucion il 1° gennaio 1966 e muove i suoi primi passi da professionista nel Newell’s Old Boys (1987-1988) e nel River Plate (1988-1989), per poi giocare principalmente in Italia. Con il Newell’s conquistò lo scudetto in una squadra interamente composta nella sua rosa da giocatori provenienti dal vivaio della società rosarina.

Bocciato dal tecnico Osvaldo Bagnoli sfumò il suo passaggio al Verona, ma arrivò poi in Italia all’Udinese in occasione dello scandalo Rosenthal. In bianconero rimase 4 stagioni mettendo a segno 65 gol in 134 partite, facendo coppia in attacco con Marco Branca.

Dotato di un gran colpo di testa e di una progressione veloce, nel 1993 venne acquistato dalla Roma per 18 miliardi di lire, e anche qui in cinque anni segna numerosi gol venendo supportato dalle rifiniture di Daniel Fonseca e Francesco Totti. Nelle file giallorosse, allenate da Carlo Mazzone, rappresentava il terminale d’attacco.

In seguito si trasferisce al Parma (1998-1999), dove vince la coppa UEFA e la coppa Italia e alla Fiorentina. Coi viola gioca in Champions League, segnando una rete nell’incontro in casa contro i campioni uscenti del Manchester United. A fine stagione ritorna a giocare nella Roma allenata da Fabio Capello che si laureerà Campione d’Italia a giugno.

Ha giocato infine quattro partite con il Boca Juniors nel 2002-2003 prima di ritirarsi definitivamente. In totale ha segnato 138 gol nei massimi campionati, di cui 117 nella Serie A italiana; le sue migliori stagioni a livello realizzativo sono state la 1990-1991 con l’Udinese e la 1994-1995 con la Roma, con 22 gol in entrambe.

Con la maglia della Nazionale argentina ha segnato 11 gol in 37 partite, e ha giocato ai Mondiali del 1990, del 1994 e del 1998 (convocato da tre differenti commissari tecnici rispettivamente Bilardo, Basile e Passarella) e nella Coppa America 1989 e 1995. In quest’ultima competizione in Uruguay, Balbo segnò un gol al Brasile nel quarto di finale perso dall’Argentina per 1-2 dopo un gol di mano di Túlio. Il suo gol più importante nella Selección rimane comunque quello segnato a Melbourne nello spareggio di qualificazione ai Mondiali del 1994: un colpo di testa su preciso cross di Maradona. E sia lui che il “Pibe de oro” furono convocati da Basile dopo parecchio tempo di assenza su pressione di stampa e critica dopo lo 0-5 rimediato dall’Argentina in casa contro la Colombia.