Eroi bianconeri – Nestor Sensini

Roberto Néstor Sensini nasce ad Arroyo Seco il 12 ottobre 1966. Figlio di immigrati italiani di origini marchigiane, Sensini inizia a giocare a 20 anni nella squadra del Newell’s Old Boys dove fino al 1989 vince un campionato argentino e raggiunge una finale di Copa Libertadores, poi persa contro il Nacional.

Soprannominato Boquita, dopo aver totalizzato 74 partite e 2 gol nel 1989 si trasferisce in Italia per giocare con la maglia dell’Udinese, dove in quattro stagioni totalizza 138 partite e segna 9 reti, divenendo presto uno dei leader della squadra. L’esordio in Serie A arriva il 27 agosto 1989 alla prima giornata in Udinese-Roma 1-1 e circa 20 giorni dopo, il 17 settembre 1989, segna anche il suo primo gol in Udinese-Sampdoria 3-3. Si rende protagonista dello spareggio salvezza della stagione 1992-1993 giocato a Bologna contro il Brescia: incaricato di marcare Gheorghe Hagi, Sensini riesce ad annullarlo, contribuendo alla vittoria dell’Udinese per 3-1.

Nell’autunno 1993 passa al Parma per 7 miliardi di lire più il cartellino di Fausto Pizzi, per sostituire l’infortunato Georges Grün, al quale è subito paragonato per qualità tecniche e tattiche. Nella sua prima stagione in gialloblu sigla due reti, una delle quali decisiva per la conquista della Supercoppa Europea ai danni del Milan.

Nel 1997 con l’arrivo di Alberto Malesani alla guida del Parma, Sensini si vede tolto il posto da titolare, decidendo di trasferirsi alla Lazio nel giugno 1999, in cambio di 8 miliardi di lire e firmando un triennale da 2 miliardi a stagione, fortemente voluto da Sven-Göran Eriksson. Termina la sua esperienza nella squadra ducale con 156 partite e 12 marcature realizzate, e dopo la vittoria di una Coppa Italia (1999) e di due Coppe UEFA (1995 e 1999).

Alla sua prima stagione con la maglia della Lazio, Sensini colleziona 24 presenze e 1 gol in campionato, e vince il suo primo ed unico scudetto, la Coppa Italia e la Supercoppa italiana. Nell’ottobre 2000 è scambiato con Dino Baggio, ritornando a Parma, dove ritrova Malesani. Resta al Parma per un anno e mezzo, contando nel complesso 35 presenze in campionato con una marcatura ed arricchendo il suo palmarés personale con la conquista della Coppa Italia nel 2002.

Nell’estate dello stesso anno lascia la società ducale dopo aver totalizzato 271 presenze e 19 gol e si trasferisce nuovamente all’Udinese, tornando nella squadra che lo aveva fatto esordire in Serie A dopo nove anni. Ritiratosi nel gennaio 2006, termina la sua esperienza calcistica giocando 91 partite e segnando 7 reti nelle sue ultime quattro stagioni a Udine. Disputa la sua ultima partita in A il 22 gennaio 2006 contro la Roma, all’età di 39 anni e 102 giorni, fatto che lo rese il più vecchio calciatore straniero ad aver disputato un incontro in Serie A ( record poi battuto dal connazionale Javier Zanetti, il 26 novembre 2012) nonché il giocatore più anziano schierato dai bianconeri friulani, dei quali è anche il più vecchio giocatore ad essere andato in gol (primato realizzato l’8 gennaio 2006 contro il Cagliari). Complessivamente, Sensini giocò con le squadre di club 660 incontri segnando 39 reti.

Con la Nazionale argentina esordì nel dicembre 1987 in occasione di una amichevole contro la Germania Ovest. Dopo aver preso parte per intero alla Copa América 1989, guadagnandosi il posto da titolare, viene convocato dal C.T. Bilardo ai Mondiali del 1990, esordendo nella partita inaugurale persa contro il Camerun. Prende parte alla finale del torneo, nella quale è l’autore del fallo su Völler che causa il contestato rigore decisivo del match. In maglia albiceleste partecipò ad altri due mondiali (USA 1994 e Francia 1998) e ai Giochi olimpici del 1996. Capitanò la Seleccìon dal 1998 al 2001 nella prima parte della gestione Bielsa. Uno strappo muscolare gli fece saltare il Mondiale del 2002. Era inoltre presente anche alla rassegna del 1986 in Messico, convocato nella “Renato Cesarini”, una rappresentativa giovanile usata come sparring partner per la Nazionale argentina.