Udinese molle e distratta, troppo facile per Matri

Soccer: Serie A; Lazio-UdineseL’idea era di ripetere il copione recitato contro la Juve a Torino, dove l’Udinese aveva raccolto il massimo con il gol di Thereau, finora l’unico prodotto in 270 minuti dalle boche da fuoco bianconere. E per un tempo all’Olimpico, sotto il susseguirsi di bombe d’acqua, si è rivista proprio l’Udinese super-difensiva di Torino, tecnicamente limitata epperò stretta attorno alle proprie virtù: linee strette, applicazione nel pressing, aiuto reciproco, ogni tanto un’incursione di Zapata e qualche calcio franco per mantenere un minimo di allarme tra le file avversarie.

Non è andata, purtroppo, come a Torino perchè Pioli, al momento giusto, ha calato gli assi che hanno cambiato l’inerzia della partita: dentro in contemporanea Felipe Anderson e Matri, con conseguente spostamento di Keita sull’esterno e l’ordine di affondare sul fronte sinistro dalle parti di Heurtaux. E proprio i nuovi entrati hanno prodotto al 19′ il gol che ha sbloccato la partita, con Matri bravissimo in un contromovimento che spiazza i centrali udinesi per andare a concludere sul primo palo eludendo l’opposizione del povero Piris. Una rete da centravantai vero, quello che si scopre Matri quando incrocia l’Udinese. E’ il 19′ della ripresa e nove minuti dopo, spenta sui guantoni di Marchetti la reazione bianconera affidata a una rasoiata di Kone, arriva il raddoppio che conclude la storia: è un regalo frutto di un eccesso di sicurezza dello stesso Kone, che in piena area si concede un “largo” stop di petto che consegna la palla ancora a Matri, lesto a scaraventarla tra le gambe dell’incredulo (per l’errore del compagno) Karnezis. E’ la quarta rete del centravanti lodigiano nelle ultime sei partite contro l’Udinese.

Pioli e i laziali pigolavano alla vigilia per le assenze di Biglia, De Vrij, Klose e Djordjevic, ma le soluzioni cui ha potuto attingere il tecnico laziale, trovando alla fine la quadratura vincente, la dicono luga sulla diversa caratura dell’organico tra le due squadra. L’Udinese, fatta salva la buona volontà, ha il tallone d’Achille (lo si sapeva e per questo in sede di mercato si è tanto battuto per l’acquisto di un centrocampista di valore) in mezzo, né esistono garanzie che l’uomo adatto possa essere Guilherme, il nuovo Guilherme, fermo ai box per il noto problema inguinale. Iturra corre e si impegna, ma resta pur sempre un giocatore che anche nel Granada fungeva da complemento. Non può essere lui, dunque, il salvatore della patria. Come non può esserlo Duvan Zapata, che si ritrova a fare reparto da solo perchè Thereau, in definitiva, finisce per agire da centrocampista aggiunto.

E’ la seconda sconfitta di fila, dopo quella interna con il Palermo. Sarà il caso che Colantuono, tolta la tara degli errori individuali (in fase conclusiva contro il Palermo, difensivi all’Olimpico), ripensi al progetto globale per proporre una squadra meno rinunciataria (ma è stata corretta, viste le condizioni ambientali, la rinuncia iniziale a Di Natale), tra l’altro attivando con convinzione Aguirre. Tanto più avendo davanti due partite interne, sabato prossimo alle 18 contro l’Empoli e nel turno infrasettimnanale successivo con il Milan. (Cibis)

LAZIO – UDINESE 2 -0

Lazio (4-2-3-1): Marchetti 6,5; Basta 6, Mauricio 6, Hoedt 6, Radu 6; Cataldi 6, Parolo 6; Candreva 6,5 (11′ st Matri 8), Mauri 5,5 (38′ st Milinkovic sv), Lulic 5,5 (11’st Anderson 7); Keita 6,5. Allenatore Pioli 7.

Udinese (4-5-2): Karnezis 6; Heurtaux 5,5, Danilo 5,5, Piris 5,5; Edenilson 6, Kone 5,5 (33′ st Aguirre 6), Iturra 5,5, Fernandes 6 (11′ st Badu 6), Adnan 6,5; Thereau 5,5 (26′ st Di Natale 6), Zapata 6. Allenatore Colantuono 5,5.

Arbitro: Calvarese 6

Marcatore: nella ripresa, al 19′ e al 28′ Matri.