Udinese: ogni tanto la classe va al potere

DSC_0631La classe, ogni tanto, trionfa. Ogni tanto, appunto: se di fronte hai il neopromosso Empoli, che non passa all’incasso dopo un primo tempo di assoluto comando a centrocampo e di buone opportunità non sfruttate. La “coppia pesante”, come la chiama Stramaccioni, quella che non rientra e non difende, rende l’Udinese squilibrata e vulnerabile. Ma quando apre lo scrigno, il profumo di calcio sale alto e nasce un gol – come il primo che manda a cuccia i bravi ragazzi di Sarri – di rara bellezza.

Così come Guidolin, anche Stramaccioni non ha tardato a mettere a fuoco un problema per noi arcinoto: Di Natale e Muriel assieme sono un lusso che rare volte l’Udinese potrà esibire e, al momento della pesatura, sarà ancora il colombiano a passare in seconda fila, a meno di non percorrere – ma i limiti fisici e temperamentali sono evidenti – una seconda vita di vassallaggio e di sacrificio a vantaggio del divino Totò. Fenomenale Di Natale: altri due gol, quota 200 è lontana appena 5 tacche. Il ct Conte non l’ha convocato per il nuovo corso azzurro? E bene ha fatto: cosa c’è ancora da scoprire di Toto? Se ne avrà bisogno in futuro per arpionare gli Europei, basta che chiami. (Ido Cibischino)
IL TABELLINO

Udinese-Empoli 2-0

UDINESE (3 – 4 – 1- 2): Karnezis; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Widmer, Allan, Guilherme, Pasquale; Badu (Fernandes 23’ st); Muriel (Thereau 24 st), Di Natale (Kone 39’ st).

EMPOLI (4 – 3 – 1- 2): Sepe; Laurini, Tonelli, Rugani, Hysaj (Mario Rui 21’ st); Vecino (Signorelli 24’ st), Valdifiori, Croce; Verdi; Tavano, Michelidze (Pucciarelli 38’ st).

MARCATORE: nella ripresa, al 12’ e al 16’ Di Natale.

 

LE PAGELLE DI IDO CIBISCHINO

KARNEZIS S.V. – Sull’altare della bravura di Scuffet sono già stati “sacrificati” Brkic, Benussi e Kelava. Mandare dietro le quinte, e quindi deprezzare, anche il nazionale greco sarebbe stato troppo. Il diciottenne di Remanzacco può attendere un po’, Karnezis no. Ma non è questa la partita per giudicarlo: graziato dalle frenesie di Tavano e compagnia, si sporca i guantoni soltanto nel recupero.

HEURTAUX 6 – Più sciolto e reattivo, sta smaltendo le tossine della preparazione. Non è ancora quello vero, a vedere qualche impaccio negli spazi brevi.

DANILO 6,5 – Non perde un colpo, e regge davanti all’infuriare delle incursioni empolesi. Preciso anche negli appoggi, sta decisamente lievitando.

DOMIZZI 6,5 – Michelidze, il possente puntero empolese, lo va a cercare spesso. Chissà chi glielo avrà consigliato! E sbatte contro un muro, tale è Domizzi quando gioca con calma.

WIDMER 6,5 – Si rivede un’ala vera, come il miglior Basta che fu. Va e torna con una continuità incredibile. I compagni lo cercano e fanno bene: pochi i palloni gestiti con approssimazione, buoni anche i cross, peccato soltanto che in mezzo, mancando Thereau, nessuno la prenda di testa.

GUILHERME 6,5 – Piede, posizione, tempi, semplicità, e non perde mai la testa. Sembra giochi da sempre in questa squadra tale è la sapienza  nel valorizzare le caratteristiche dei compagni.

ALLAN 6,5 – Da bravo scudiero, assiste Guilherme condividendo il linguaggio del regista: movimento, grinta, ordine. Meglio nella ripresa quando, abbassato sulle orme del talento Verdi, cambia il canovaccio tattico della partita.

PASQUALE 6 – Passo sicuro e continuità in appoggio: una linearità che ben gli conosciamo. Gestisce maluccio un paio di palloni che avrebbero richiesto il rientro sul piede (sconosciuto) destro e calcia senza convinzione un pallone che andava scaraventato dentro. Si becca pure i
rimbrotti di Totò: “Dammela prima” gli sibila dietro il capitano
finito in fuorigioco.

BADU 6 – Guastatore avanzato per supplire alle mollezze degli statici artisti d’attacco: lui che ama lanciarsi nelle praterie si ritrova su zolle estranee e da qui una recita approssimativa, con l’aggiunta di un gol mancato (di testa) su delizia di Muriel.

MURIEL 6,5 – Finalmente applausi: le cadenze sono da night, paradisiaca la qualità di almeno tre giocate. Manda in gol Totò lastricandogli d’oro un pertugio che vede solo lui. Negli spogliatoi, all’intervallo, Stramaccioni gli chiede di togliersi dalla zona dei tacchetti roventi e di arretrare in spazi meno intasati; da parte sua, Stankovic lo martella sul fronte caratteriale: ehi, datti una mossa, così fai ridere! Quello che rientra in campo, nella ripresa, è un Muriel accettabile anche sotto il profilo dinamico: 24 minuti da giocatore vero.

DI NATALE 7 – La serata perfetta, quella dei dieci anni con la maglia bianconera. Anzi, no, una stonatura c’è. Quella di usare lo spagnolo per celebrare un evento che il ricchissimo vocabolario italiano (al limite quello napoletano o friulano) avrebbe affrescato con l’originalità e la fantasia che meritava.