Guidolin-quater: ecco perchè il tecnico resterà

La prossima per Guidolin potrebbe essere la quarta stagione di fila all'Udinese
La prossima per Guidolin potrebbe essere la quarta stagione di fila all’Udinese

«Soltanto se il nuovo stadio fosse pronto in due mesi, sarei sicuro di sedermi ancora sulla panchina dell’Udinese». La dichiarazione, fatta da Guidolin in sede di commento al pari col Bologna, è suonata come una velata anticipazione che ha indirizzato i media a trarre la conclusione che il pluridecorato allenatore alla fine di questa stagione lascerà la guida dei bianconeri, magari per assumere nuovi compiti sempre nell’ambito della galassia Pozzo: una supervisione da direttore tecnico l’ipotesi più gettonata. E si era cominciato a esplorare l’orizzonte nell’intento di individuare alternative che, dopo il rinnovo di Rolando Maran (uno dei papabili alla eventuale sostituzione) col Catania fino al 2015, oscillavano dalla soluzione interna con la promozione di Viviani a head coach, alla chiamata di Attilio Tesser,  un tecnico giovane con cui avviare il nuovo ciclo.

Ebbene, siamo in grado di dirvi che Francesco Guidolin sarà l’allenatore dell’Udinese anche nella prossima stagione. I motivi sono diversi. Il primo di carattere strettamente personale. Finalmente si vede un Guidolin sorridente e rilassato, lontano parente del “gemello” teso e quasi stremato che tanto aveva preoccupato tempo addietro. Non ha mollato di un centimetro il proprio impegno settimanale, né può vivere le partite in altro modo che non sia quello totale, da dodicesimo giocatore, cui ci ha abituati; epperò da qui alla fine della stagione potrà lavorare con la testa sgombra e i nervi acquietati posto che il traguardo primario della salvezza è stato centrato e onestamente non possiamo pretendere miracoli da una squadra di transizione che molto di più non può dare.

Guidolin, dunque, arriverà sotto lo striscione del campionato al riparo da logoramenti e tensioni,  per di più avrà anche i mesi estivi per rimettersi in forma e farsi tornare la voglia di panchina, di risalire ad Arta per costruire la squadra del futuro, quella che nell’anno successivo si presenterà nello stadio rinnovato da battezzare – sarebbe bellissimo – con un match europeo.

Resterà, Guidolin, anche perchè gliel’ha chiesto paron Pozzo, al quale lo lega un’intesa totale. Dovendo occuparsi del Granada e del Watford, che presumibilmente farà il salto nella Premier inglese e quindi andrà costruito e seguito con occhio vigile per farlo rimanee tra le grandi d’Inghilterra, i Pozzo hanno bisogno di un “presidio” sicuro a Udine, di un punto fermo di assoluta affidabilità che metta al riparo da preoccupazioni e brutte sorprese. Nessuno come Guidolin, che si muove a proprio agio su tutti i fronti della realtà   friulana, può offrire garanzie del genere. Non certo un nuovo allenatore, che andrebbe sostenuto, aiutato ad ambientarsi, sorvegliato, insomma tenuto sotto tutela almeno per un po’.

Un altro motivo a supporto del Guidolin-quater (una quarta stagione consecutiva segnerebbe un altro record nell’era Pozzo) è legato al fatto che il tecnico non è uno che lascia le cose a metà. E’ stato il primo a varare il 3-5-1-1, una sorta di marchio di fabbrica cui l’Udinese ha legato pagine  indimenticabili; oggi sta cavalcando la formula col doppio trequartista. Un modulo che lievita eppure ancora imperfetto, da perfezionare e mettere a punto, avendo come inevitabile proiezione il lancio in grande stile di Muriel come punta centrale. Guidolin è stato la grande fortuna di Sanchez, trasformato da giocatore periferico a percussore centrale; può diventarlo per Muriel, anche se i due ragazzi sono profondamente diversi: determinato e sfrontato il cileno, con il chiodo fisso di entrare nella hit parade mondiale; ancora fanciullesco l’attaccante colombiano, però di altissima cifra tecnica e dotato di uno spunto bruciante. Sono le sfide che esaltano Guidolin. (Ido Cibischino)