Una riffa per tirare avanti

Ridimensionamento in vista allo Sporting privo di sponsor?

“Al punto in cui siamo ogni iniziativa è utile”, dice sconsolato Mario Graziutti, general manager di uno Sporting da due anni privo di main sponsor e recentemente piantato in asso dall’azienda di acque minerali con la quale stava per concludere l’accordo di abbinamento commerciale. Così, dopo che i dirigenti hanno messo mano al portafoglio, le giocatrici hanno accettato la riduzione degli emolumenti e si è provveduto a contenere i costi annullando la convenzione con le palestre dello Zanon e del Marinoni di proprietà della Provincia, ecco la nuova idea.

Una riffa, una lotteria con i palio alcune mute di stagioni passate, con i biglietti offerti al pubblico prima dell’incontro casalingo della scorsa domenica con Reggio Emilia.
“La risposta, in un momento così doloroso, è stata eccezionale – testimonia Graziutti – , offrendoci una volta di più la certezza che l’ambiente attorno a noi è compatto e stimolante. Purtroppo però non si tratta che di un palliativo, perché a fronte di un budget di 450 mila euro, le necessità  sono ben altre”.
Con la prima squadra ad aver raggiunto il terzo posto dopo la sesta vittoria consecutiva, l’obiettivo di base, la promozione in A1, rimane comunque invariato.
“Al termine della regular season mancano solo cinque incontri – analizza il dirigente biancazzurro – , poi saranno i play off a dire la parola definitiva. Ma è giusto provarci fino all’ultimo respiro, per gratificare l’impegno della società , dei tecnici e delle ragazze. Poi che sarà  sarà “.
Una speranza riferita all’arrivo del benedetto sponsor, ricercato anche fuori regione, che potrebbe salvare una situazione economicamente drammatica e il cui epilogo consisterebbe in un drastico ridimensionamento dei programmi di lavoro e delle aspettative future del club presieduto da Alessandro Grassi.

Ma tenteremocomunque la conquista della serie A1

“In questo momento di grave crisi economica – osserva ottimisticamente Graziutti – esistono comunque delle grosse realtà  imprenditoriali che potrebbero essere interessate ad investire in una società  seria e dall’oculata programmazione come la nostra. E’ un appello che lancio. Ritengo che lo Sporting sia a tal proposito incentivante alla luce di varie componenti”.
Eccole.
“Innanzitutto la nostra grande vocazione, quella per il settore giovanile. Sotto questo punto di vista ci riteniamo dei leader, unico club in Italia insieme a Roma ad aver portato alle finali nazionali tre formazioni diverse. Un risultato non casuale, ma frutto di lavoro e programmazione nel tempo. Una cospicua fetta del budget è stata rivolta ad esso, con alcuni tecnici di vaglia e molte atlete emergenti chiamate da diverse parti d’Italia. Un impegno che sta pagando, con molte nostre ragazze, come ad esempio la Pianezzola, la Vicenzotti e la De Biase, attualmente a maturare in prestito altrove e pronte a rientrare alla base. Tutto questo, purtroppo, è destinato a finire se nei prossimi mesi nessuno avrà  raccolto il nostro grido di dolore”.
Anche per la composizione della formazione maggiore che Larry Abignente sta pilotando ai vertici del campionato di A2, si è operato, evidenzia Graziutti, con estrema oculatezza.
“Delle 17 ragazze che compongono il roster, molte, come Striulli, Madonna, Franco, Picotti, Lei, Zussino e Beltrame, provengono dalla nostra linea verde e alcune di esse sono da tempo nel giro delle rappresentative azzurre. Altre che abbiamo ingaggiato per il campionato in corso sono free agent o a costo basso, quindi non hanno pesato eccessivamente sul bilancio. Ripeto, essere costretti a ridimensionare tutto questo farebbe davvero male al cuore”.
E gli Enti locali ci sentono?
“Comune e Provincia di Udine ci hanno elargito dei piccoli contributi, purtroppo però una goccia nel grande mare dei costi che un’attività  così ponderosa comporta”.

 La statunitense Francesca Vanin, punto di forza sotto canestro.