Bum-bum Germania, travolta la Serbia

La seconda rete personale di Waldschmidt contro la Serbia. Con 4 reti il tedesco è il capocannoniere del torneo (Foto Getty/Uefa)

di Matteo Contessa

Che Germania, ragazzi. In genere i pronostici vengono sempre smentiti, soprattutto quando si fanno in tornei equilibrati come questo Europeo. Ma dopo aver visto tutte e dodici le contendenti la buttiamo lì ugualmente: secondo il nostro modestissimo parere, la squadra di Kuntz sarà una delle due in campo al Friuli il prossimo 30 giugno. Organizzazione di gioco, individualità, atletismo e carattere fanno dei campioni uscenti una corazzata difficilmente attaccabile. Se contro la Danimarca avevano vinto nettamente giocando tutto sommato un match soft e attendista, contro la Serbia i tedeschi sono stati implacabili. Si sono piazzati fin dall’inizio nella metà campo avversaria e hanno fatto correre i serbi dietro la palla, senza però mai fargliela toccare. E quando questi ultimi hanno potuto iniziare a imbastire qualche manovra, erano sotto già di tre reti senza quasi neanche essersene accorti.

E’ stata una partita piacevole nel primo tempo, quando a menare le danze è stata la Germania. Manovra fluida, pressing alto, fraseggi rasoterra e veloci che portavano spesso i bianchi fin dentro l’area serba. Dopo 9′ il primo campanello è suonato a casa Radunovic con un sinistro incrociato di Neuhaus sibilato di poco fuori. Al secondo squillo, la porta si è aperta: assist illuminante dalla trequarti di Eggestein in piena area, Richter è stato puntuale ad anticipare difensore e portiere e mandare in rete con un tocco morbido. Sette minuti e ancora Richter arriva a tu per tu con Radunovic e per tre volte tira, vedendosi sempre ribattere il pallone dall’ottimo portiere serbo dell’Atalanta, l’unico fra i suoi veramente all’altezza di questo Europeo. Ma girando e rigirando sempre davanti all’area dei rossi, l’aria odorava ancora di gol. E al 31′ una palla persa da Lukic in uscita nella propria trequarti ha innescato la superiorità numerica della Germania: da Neuhaus subito a Richter defilato in area, assist di prima al centro per l’accorrente Waldschimdt che inizia il suo tiro a bersaglio appoggiando nella porta vuota. Cinque minuti e lo stesso giocatore riceve a centrocampo, innesta il turbo, si beve sulla corsa il suo avversario diretto e giunto in area piazza un sinistro incrociato nell’angolo lontano.

La ripresa è stata così un lungo “garbage time” e perciò altrettanto gradevole. La Serbia ha provato a prendere il pallino, ma con nessuna consistenza. Tanto che la Germania, sfruttando i recuperi di palla a centrocampo, ha colpito altre due volte: al 68′ con Dahoud da fuori area e undici minuti dopo ancora con Waldschmidt (con questo gol capocannoniere del torneo con 4 centri), dal limite. E sarebbero stati anche 6 se Radunovic non avesse fatto un miracolo deviando in angolo un colpo a botta sicura da pochi passi di Amiri su cross di Richter. E intanto l’insipido Jovic usciva tra i fischi dei suoi stessi tifosi. Sul 5-0 i tedeschi hanno mollato la presa e la Serbia ha potuto segnare il gol della bandiera su calcio di rigore realizzato da Zivkovic (82′) per fallo di Tah su Randelovic. Ma non era ancora finita: al 92′ dal limite, prodezza di Maier, entrato da poco: tiro in corsa dal limite all’incrocio lontano, per fissare il 6-1 che manda in pratica la Germania in semifinale e la Serbia a casa. I diecimila spettatori presenti (paganti 9.837) si sono molto divertiti. Magari i serbi un po’ meno.

La sorpresa del pomeriggio (3-1 della Danimarca sull’Austria a Udine) rende interessante anche l’ultimo turno del girone, domenica prossima. Perchè l’Austria nel “derby” a Udine proverà a battere la Germania per qualificarsi addirittura da prima, mentre la Danimarca cercherà a Trieste con la Serbia la vittoria larga puntando a passare come miglior seconda con la differenza reti. Certo che dopo le partite del primo turno nessuno poteva pensare che la evanescente Danimarca potesse diventare concreta e che la bella Austria del Rocco a Udine diventasse così balbettante. Sotto prima nel gioco e poi nel risultato (Maehle al 33′), l’Austria ha rimontato una prima volta con Lienhart al 47′, ha anche sbagliato il rigore del sorpasso con Baumgartner al 73′ e poi si è arresa ancora a Maehle e Olsen. Undici gol fra Trieste e Udine, una goduria per chi ha visto le due partite.