La Germania abdica, Spagna campione d’Europa

Il gol di Olmo che ha dato la sicurezza del titolo alla Spagna (@Getty/Uefa)

di Matteo Contessa

Ha vinto la Spagna, evviva la Spagna. Che si vendica con gli interessi sulla Germania della sconfitta subita nella finale di due anni fa. Ha vinto in uno stadio Friuli quasi pieno (23.232 gli spettatori paganti) dopo una partita non bella, come sempre accade nelle finali, e molto equilibrata. Ha vinto 2-1 perchè ha avuto il merito di segnare con il primo tiro in porta, al 7′ del primo tempo con Fabian Ruiz, e poi ha saputo amministrare il risultato senza soffrire troppo fino a metà della ripresa, quando con la Germania sbilanciata in avanti in cerca del pareggio, ha colpito al termine di un’azione di contropiede con Olmo bravo a spingere in porta la palla su una respinta goffa del portiere Nubel su tiro ancora di Fabian Ruiz dal limite. Da quel momento in poi ha giocato sul velluto e avrebbe potuto segnare ancora prima con Ruiz con un diagonale dal cuore dell’area angolato troppo e poi con Soler che ha colpito in pieno la traversa. Il gol subito all’88’, giunto su un occasionale tiro da lontano di Amiri deviato da un difensore a scavalcare il portiere Sivera, non ha riaperto il match, perchè gli spagnoli si sono messi a fare i giocolieri con il pallone fra i piedi per i restanti 5 minuti in cui si è giocato e hanno custodito la vittoria e il titolo europeo.

La Germania, sicuramente deludente, ha perso invece perchè ha voluto fare la Spagna, impostando la partita sul fraseggio stretto e rasoterra. ma la tecnica individuale dei tedeschi non è quella degli spagnoli e non si può essere ciò che non si è. Così per un’ora, nell’intervallo fra i due gol subiti, ha avuto un possesso palla costante, ma del tutto sterile, che non ha creato occasioni da gol, ma nemmeno tiri in porta. Il gioco veloce ed atletico che costituisce la sua identità e che aveva ad esempio schiantato la Romania alla distanza in semifinale, non si è quasi mai visto. Sebbene avessero in campo il capocannoniere del torneo, Waldschmidt, i tedeschi hanno giocato sempre e solo fino alla trequarti, non riuscendo mai a superare la muraglia roja. Perchè nessuno ha mai saltato l’uomo per creare una superiorità numerica e nessuno ha creato movimento senza palla per allargare le maglie della difesa avversaria. Tutto ciò che i campioni uscenti hanno prodotto sono stati gli 8 calci d’angolo (contro l’unico spagnolo) battuti, ma senza con questi aver mai creato pericoli per la porta iberica.

Il titolo ha premiato la grande tecnica individuale degli spagnoli, che con il pallone fra i piedi sono giocolieri da circo e se non glielo rubi subito te lo nascondono e lo rivedi dentro la tua porta. Per i primi 7 minuti, fino al gol di Fabian Ruiz, Ceballos sembrava uscito dal Cirque du Soleil e i compagni erano sempre pronti a dialogare con lui. Da uno di questi “torelli” in mezzo al campo è uscito dopo 7′ il “napoletano” Ruiz che dalla trequarti ha fatto cinque-sei passi con la palla e poi dai 18 metri ha piazzato un sinistro rasoterra a giro che si è infilato nell’angolino di Nuber.

Per alcuni minuti la Germania è rimasta scossa dal gol e incapace di spezzare la ragnatela spagnola. Poi ha avanzato il baricentro, ha iniziato a pressare e ha preso il controllo del gioco, con tanti, troppi passaggi corti e senza dare aria al gioco. Qualche buona apertura sulla fascia destra, ma pochi cross in mezzo e soprattutto troppo lenti e prevedibili, sempre comodamente respinti dalla difesa spagnola. Risultato: nessuna reale chance di rimettere in parità l’incontro prima del riposo.

Dopo l’intervallo il possesso palla tedesco si è intensificato, ma paradossalmente è progressivamente diminuita l’efficacia, con le due linee da 5 uomini della difesa iberica che montava costantemente alzando la linea del fuorigioco e allontanava i bianchi dalla porta di Sivera. Finchè una palla rubata poco fuori della propria area ha rilanciato un’azione in 5 contro 4 con giropalla dentro-fuori l’area tedesca fino al tiro da lontano di Ruiz che Nubel ha soltanto respinto corto, Olmo in agguato è arrivato e con uno scavetto sulla disperata uscita del portiere ha messo al sicuro la Spagna. Restavano da giocare 20 minuti più recupero, la Germania non sembrava averne più, fino a quel tiraccio da lontano diventato una palombella maligna grazie alla leggera deviazione di un avversario. Bandiera salva, ma titolo andato.

Alla fine, con merito, il miglior giocatore di questo Europeo è stato eletto Fabian Ruiz, l’uomo della finale è stato Olmo e l’unica consolazione per la Germania è stato il titolo di capocannoniere di Waldschmidt, nella finale sera tenuto dagli avversari sempre fuori dal gioco.