L’Austria fa piccola la Serbia a Trieste

Il tap in di Wolf che ha sbloccato il risultato

di Matteo Contessa

La Serbia di “mister 60 milioni” Luka Jovic, neoacquisto del Real Madrid, rimedia una cocente sconfitta per 0-2 contro l’Austria a Trieste, nel match d’esordio del girone B, e si complica la vita per il prosieguo del cammino nell’Europeo. E’ stato il Var il protagonista assoluto del match, giocato davanti a 5.421 persone paganti, in gran parte serbe. Prima assegnando a Wolf il gol dell’1-0 al 39′ del primo tempo che il guardalinee svedese Culum aveva annullato per fuorigioco. Poi, al 29′ del secondo tempo, inducendo l’arbitro ad espellere il serbo Jovanovic per un fallo violento ai danni di Wolf (uscito in barella) che il modesto arbitro svedese Ekberg neppure aveva visto. E invece, sulla conseguente punizione assegnata dopo il controllo tv, Horvath ha segnato direttamente il 2-0 che ha chiuso l’incontro.

Un risultato che comunque non fa una piega. Perchè l’Austria è stata comunque nettamente migliore degli avversari, nella qualità del gioco, negli uomini e anche nella condizione atletica. E se non avesse sciupato a piene mani le tante occasioni da gol che si è saputa creare tanto nel primo, quanto nel secondo tempo, il risultato avrebbe potuto assumere proporzioni addirittura clamorose. Pressing intenso, transizioni veloci una volta recuperato il pallone, con gioco di prima e verticalizzazioni immediate. Così i ragazzi di Gregoritsch hanno vinto la partita lasciando alla Serbia, giunta qui imbattuta nel cammino delle qualificazioni, solo briciole. Il portiere Radunovic (di proprietà dell’Atalanta) e l’esterno sinistro Radonjic gli unici serbi che si sono salvati, per il resto tanto grigiore. A cominciare proprio da Jovic, che in tutto l’incontro ha prodotto soltanto un colpo di testa mandato a sbattere sulla traversa in avvio di ripresa. Dall’altra parte, per contro, se il motorino Horvath è stato il man of the match, tutti i suoi compagni hanno saputo giocare su livelli degni di nota.

Dopo un primo piuttosto bloccato, nel quale comunque l’Austria aveva prodotto tre palle gol pulite (compresa la rete), la partita è diventata molto più divertente nella ripresa, con la Serbia tutta in avanti alla ricerca del pareggio e l’Austria micidiale ad affondare nelle praterie della metà campo avversaria con scorribande condotte efficacemente, ma concluse maldestramente facendo fare un figurone al portiere Radunovic.

Diciotto minuti di studio, poi il primo sparo: scambio di prima fra Honsak e Horvath, passaggio a Wolf che dal limite spara appena un pelo alto sopra la traversa. Passa un minuto e da destra ancora Honsak manda un pallone rasoterra al centro, Radunovic in tuffo devia, togliendolo dai piedi dell’accorrente Schlager. Al 28′ grande iniziativa di Horvath a destra, servizio delizioso in area a Schlager che a botta sicura spara su Radunovic in uscita. Al 36′ la partita si sblocca: Horvath da centro area tira in diagonale e coglie la base del palo lontano, Wolf è pronto per il tap in vincente, ma il guardalinee alza la bandierina e l’arbitro annulla. Dopo pochi secondi l’arbitro del Var lo avvisa che il gol è regolare ed Ekberg lo assegna senza neppure andare a guardare al video.

La ripresa inizia in modo scoppiettante: 2′, su cross da destra Jovic si avvita e di testa centra la traversa, il pallone torna in campo e la difesa austriaca libera. Il rilancio pesca Honsak libero a metà campo, fuga palla al piede e ingresso in area, ma il tiro viene deviato in angolo da Radunovic che inizia a fare gli straordinari. Al 18′ Schlager si fa 40 metri in perfetta solitudine, arriva davanti al portiere serbo, ma gli si avvicina troppo e quando tira ha lo specchio della porta chiuso e si fa respingere la conclusione. Al 70′ l’occasionissima serba per il pareggio: cross perfetto da sinistra di Zivkovic, sul secondo palo Radonjic è solo e con la porta vuota, ma colpisce malissimo e manda in curva. Dopo 3′ la svolta: contrasto durissimo fra Jovanovic e Wolf che resta a terra dolorante, l’arbitro fra proseguire il gioco, ma dall’altra parte i giocatori austriaci vanno a rincorrere il serbo per farsi giustizia da soli. Ekberg ferma il gioco per mettere pace, ma viene richiamato dal collega del Var. Va davanti allo schermo, guarda le immagini e quando torna in campo espelle Jovanovic e assegna la punizione all’Austria dove c’era ancora Wolf a terra dolorante, poco oltre lo spigolo sinistro dell’area serba. Il delizioso rasoterra a giro di Horvath passa fra una selva di gambe e si infila sul secondo palo, senza che Radunovic abbozzi neppure un movimento. Game over.