A Tarcento sugli scudi Venier e Foramiti

P1070968
Le finaliste di terza categoria tra ufficiali di gara e il direttore del torneo

La società R. C. Modus di Tarcento cala il secondo consecutivo “combined” di terza categoria e accende il palmarès di due nuovi vincitori dal profilo verdeggiante. Nella scorsa edizione, la forgarese Sofia Venier aveva dovuto lasciar via libera alla goriziana Cecchinato proprio nell’ora culminante del torneo: un boccone un po’ amaro davanti al pubblico amico e proprio sul sintetico del circolo dove spreme sudore durante gli allenamenti. Ovvio che nelle corde della quindicenne ci sia voglia di rivalsa anche per onorare la più elevata testa di serie in un tabellone davvero piuttosto agevole. L’ultima concorrente che le si para innanzi veste panni di verde intenso, sono quelli indossati da Sara Ziodato, azzurrina dodicenne del Tc Triestino in pieno tragitto fisico e tecnico, ma già capace di ergersi tra i migliori frutti nazionali della sua annata. I fondamentali che la esile giuliana mette in luce denotano impostazioni dalle buone radici: nel rovescio bimane che invia profondo sia lungolinea sia incrociato e anche nel dritto che, quando è ben sorretto dalla spinta delle gambette, schizza via con apprezzabile velocità. Profilo tecnico di buona caratura per una ragazzina emergente che però si dissolve davanti al tennis concreto e pesante della rivale, visibilmente migliorata nei colpi e in grado di spingere sempre, assumendosi i notevoli rischi che un gioco di pressione comporta, orfano di palleggi interlocutori. Così la solida Venier, tra colpi imprendibili e qualche agguato ai teloni di fondo, ingrana punti, guida lo score dei due set e spegne gradualmente la “vis pugnandi” della Ziodato al punto da farle smarrire, anzitempo, assetto tattico e fiducia, grazie alla padronanza di campo che le regala lo score di 6-2 6-1. Nel versante maschile saltano le due teste di serie depositarie della classifica 3.1. Il vicentino Eugenio Menato accusa improvviso stato febbrile e lascia via libera al fagagnese Maurizio Meloni, successivamente fermato in semifinale per 7-6 6-0 dal tecnico di casa Ignazio Sardina, mentre lo sloveno Bor Zorzut dell’Atomat Tennis Udinese, campione in carica, cede in semi ad Ambroz Kodelia straniero del Modus che vede svanire la passerella clou ad opera del tenace Maria Filippo Foramiti vincitore per 1-6 6-4 7-5. Epilogo molto combattuto con scambi brevi, ma molto intensi nei quali spesso prevale il 19enne friulano che in virtù di traiettorie profonde, di un’ordinata difesa e di alcuni pregevoli cross stretti, riesce a mandare fuori giri il coriaceo mancino palermitano, troppo impegnato alla ricerca dell’esecuzione di dritto. Molti punti vincenti prendono l’avvio dai turni di servizio dove alle traiettorie tese e filo riga del “lungo”del Tc Moruzzo, risponde lo scattante Sardina con una prima di servizio frustata e sopratutto con una seconda dall’effetto velenoso di difficile controllo. Due break, uno per tempo, a favore del mobile Foramiti asfaltano la strada del suo atteso successo per 7-5 6-4, primato che, a giudicare dagli applausi dello sportivo pubblico, appare meritato. Da non dimenticare l’affermazione del volenteroso  Sergio Zenarola su Rudy Savotti nella chiusura del tabellone dei 4NC. Come non può passare inosservata la vittoria-rivalsa di Emanuele Ricciardi (l’anno scorso finalista) nella lista di chiusura dei quarta categoria. Il portacolori della Polisportiva di Remanzacco supera l’immarcescibile Omero Drigo del Tennis Città di Udine con l’inappellabile punteggio di 6-1 6-2. Molte le attenuati dell’espansivo udinese di fronte alla veloce dipartita: la stanchezza per l’intenso scontro di semi del giorno prima terminato nei dintorni di mezzanotte, la presenza di un pubblico poco caloroso, ma soprattutto la mancanza di un giudice di sedia insignito del “gold badge”, massimo certificato raramente presente sui sedili dei seggioloni arbitrali. Il direttore del torneo Fabrizio Mazzoleni apre le premiazioni, ringraziando il giudice di gara Loris Paolin e quello di sedia Gianni Iardino, si complimenta con gli attori della lunga giornata e passa alla distribuzione delle coppe, cui fa seguito l’appuntamento per la futura tornata agonistica. (Fausto Serafini)